
Fiorella Spadone - Soprano
Argumentos y libretos de óperas
“Il Tabarro” de Giacomo Puccini
Il Tabarro (El Tabardo) es una ópera en un acto con música de Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruselas, 1924) y libreto en italiano de Giuseppe Adami basado en la obra teatral La Houppelande de Didier Gold, y es la primera de las tres óperas que conforman Il Trittico (El tríptico) de Puccini.
Il Trittico se estrenó el 14 de diciembre de 1918 en el Metropolitan Opera House de Nueva York, y esta fue la primera vez que Puccini no asistió al debut de una de sus obras, debido al peligro de un viaje transoceánico en un momento de guerra. En Italia, con la presencia de Puccini, se estrenó el 11 de enero de 1919 en el Constanzi de Roma, luego se ofreció en Florencia el 10 de mayo de 1919 (en versión revisada por el autor) e inmediatamente en el Teatro Colón de Buenos Aires, el 25 de junio de 1919.
Personajes
- Michele — patrón del barco — barítono
- Giorgetta — esposa de Michele — soprano
- Luigi — un estibador — tenor
- el Tinca ('tenca') — un estibador — tenor
- el Talpa ('topo') — un estibador — bajo
- la Frugola ('la hurgadora') — esposa de Talpa — mezzosoprano
- Estibadores, un vendedor de baladas, un organillero, una pareja de enamorados
Libreto en italiano y español
La acción tiene lugar en París, en un muelle del Sena y en época contemporánea.
ATTO UNICO
(Quando si apre il velario, Michele, il padrone del barcone, è sedutto presso il timone. La pipa gli pende dalle labbra, spenta. Dalla stiva al molo vanno e vengono gli scaricatori trasportando faticosamente i sacchi, e cantando questa loro canzone) GIORGETTA O Michele?... Michele?... Non sei stanco d’abbacinarti al sole che tramonta? Ti sembra un gran spettacolo? MICHELE Sicuro! GIORGETTA Lo vedo bene: dalla tua pipa il fumo bianco non sbuffa più! MICHELE (accennando agli scaricatori) Han finito laggiù? GIORGETTA (premurosamente) Vuoi che discenda? MICHELE No. Resta. Andrò io stesso. GIORGETTA Han lavorato tanto!... Come avevan promesso, la stiva sarà sgombra, e per doman si potrà caricare. Bisognerebbe compensare questa loro fatica: un buon bicchiere. SCARICATORI Oh! Issa! oh! MICHELE Ma certo. Pensi a tutto, cuore d’oro! SCARICATORI (interno) Oh! Issa! Oh! Un giro ancor! (voce lontana) Se lavoriam senza ardore, si resterà ad ormeggiare, e Margot con altri ne andrà. MICHELE Porta loro da bere. GIORGETTA Sono alla fine: prenderanno forza. MICHELE Il mio vinello smorza la sete, e li ristora. SCARICATORI (voce lontana) Oh! Issa! Oh! Un giro ancor! Non ti stancar, battelliere; dopo potrai, riposare, e Margot felice sarà! MICHELE (avvicinandosi a Giorgetta, affettuosamente) E a me, non hai pensato? GIORGETTA (scostandosi un poco) A te?... Che cosa? MICHELE (cingendola con un braccio) Al vino ho rinunciato; ma, se la pipa è spenta, non è spento il mio ardore... SCARICATORI (voce lontana) Oh! Issa! Oh! Un giro ancor! Ora la stiva è vuotata, chiusa è la lunga giornata, e Margot l’amor ti darà! MICHELE (La bacia, Giorgetta si scansa voltando il viso) Un tuo bacio, o mio amore... (s’avvia verso la stiva e discende) LUIGI (passando dallo scalo al battello) Si soffoca padrona! GIORGETTA Lo pensavo. Ho quel che ci vuole. Sentirete che vino! (si avvia verso la cabina, dopo aver lanciata un’occhiata espressiva a Luigi) TINCA (salendo dalla stiva) Sacchi dannati! Mondo birbone! Spicciati, Talpa! Si va a mangiare! TALPA (salendo dalla stiva con un carico sulle spalle) Non aver fretta, non mi seccare! Ah! Questo sacco spacca il groppone! (scotendo la testa e tergendosi il sudore col rovescio della mano) Dio! che caldo!... O Luigi, ancora una passata. LUIGI (indicando Giorgetta, che reca la brocca del vino e i bicchieri) Eccola la passata!... Ragazzi, si beve! Qui, tutti insiem lesti! (tutti accorrono alla chiamata, facendosi intorno a Giorgetta, che distribuisce bicchieri e verrà mescendo) Lesti! Pronti! Nel vino troverem l’energia per finir! GIORGETTA (Ridendo) Come parla difficile!... Ma certo: vino alla compagnia! Qua, Talpa! Al Tinca!... A voi! Prendete! TALPA Alla salute vostra il vino si beva! S’alzi il bicchier! Bevo! Viva! Tanta felicità per la gioia che dà! GIORGETTA Se ne volete ancor! TALPA (e s’asciuga la bocca con il dorso della mano) Non si rifiuta mai! GIORGETTA (agli altri) Avanti coi bicchieri! LUIGI (indicando un suonatore di organetto che passa sulla banchina) Guarda là l’organetto! E arrivato in buon punto. (al suonatore) TINCA In questo vino affogo i tristi pensieri. Bevo al padron! (Giorgetta torna a mescere) Viva! Grazie, grazie! L’unico mio piacer sta qui in fondo bicchier! LUIGI (al suonatore) Ei, là! Professore! Vien qua! (agli amici) Sentirete che artista. GIORGETTA Io capisco una musica sola; quella che fa ballare. TINCA (offrendosi) Ma sicuro! Ai suoi ordini sempre, e gamba buona. GIORGETTA (Ridendo) To’! Io ti prendo in parola. TINCA (lusingatissimo) Ballo con la padrona. (si ride. Ma si ride anche di più perchè il Tinca non riesce a prendere il passo e a mettersi d’accordo con Giorgetta) LUIGI La musica e la danza van d’accordo. (Al Tinca) Sembra che tu pulisca il pavimento! GIORGETTA Ahi! m’hai pestato un piede! LUIGI Va’! (Allontanando il Tinca con una spinta e sostituendolo) Lascia! Son qua io! (E serra Giorgetta fra le braccia. Essa s’abbandona languidamente. La danza continua mentre dalla stiva appare Michele) TALPA Ragazzi, c’è il padrone! (Luigi e Giorgetta si staccano. Luigi getta qualche moneta al suonatore, poi assieme agli altri s’avvia verso la stiva mentre Michele procede verso Giorgetta) GIORGETTA Dunque, che cosa credi? Partiremo la settimana prossima? MICHELE (Vagamente) Vedremo. GIORGETTA Il Talpa e il Tinca restano? MICHELE Resterà anche Luigi. GIORGETTA Ieri non lo pensavi. MICHELE Ed oggi, penso. GIORGETTA Perchè? VENDITORE DI CANZONETTE (Interno, lontano) Chi vuol l’ultima canzonetta? MICHELE Perchè non voglio ch’egli crepi di fame. GIORGETTA Quello s’arrangia sempre. MICHELE Lo so: s’arrangia, è vero. VENDITORE DI CANZONETTE Chi la vuole? MICHELE Ed è per questo che non conclude nulla. GIORGETTA (seccata) Con te non si sa mai chi fa male o fa bene! VENDITORE DI CANZONETTE (cerca) Chi la vuole? MICHELE Chi lavora si tiene! (da lontano il sibilo d’una sirena) GIORGETTA Già discende la sera... Oh che rosso tramonto di settembre! Che brivido d’autunno! Non sembra un grosso arancio questo sole che muore nella Senna? Guarda laggiù la Frugola! VENDITORE DI CANZONETTE (più vicino) Chi la vuole, con musica e parole? GIORGETTA La vedi? Cerca di suo marito e non lo lascia!... MICHELE E giusto. Beve troppo! GIORGETTA Non lo sai che è gelosa? (scrutato Michele) O mio uomo, non sei di buon umore! Che hai?... Che guardi?... E perchè taci?... (Nel tempo il cantatore è apparso sulla strada al di là della Senna, seguito da un gruppo di midinettes che escono da una casa di mode e che si fermano ad ascoltarlo) VENDITORE DI CANZONETTE Chi la vuole l’ultima canzonetta? MIDINETTES. Bene! Bene! Sì, sì! MICHELE T’ho mai fatto scenate? GIORGETTA Lo so bene: tu non mi batti! VENDITORE DI CANZONETTE Primavera, primavera, non cercare più i due amanti là fra l’ombre della sera. MICHELE Che? lo vorresti? GIORGETTA Ai silenzi talvolta, sì, preferirei lividi di percosse! (Michele, senza rispondere risale il barcone) VENDITORE DI CANZONETTE Primavera, primavera! Chi ha vissuto per amore, per amore si morì. E la storia di Mimi! (le ragazze, leggendo le parole. Le loro voci si perdono) GIORGETTA (a Michele) Dimmi al meno che hai! MICHELE Nulla!... Nulla! VENDITORE DI CANZONETTE Chi aspettando sa che muore conta ad ore le giornate con i battiti del cuore, Ma l’amante non tornò e i suoi battiti finì anche il cuore di Mimi! (il cantore si allontana. Le ragazze sciamo ripetendo la strofa) MIDINETTES (Interno, lontano) Conta ad ore le giornate. Ma l’amante non tornò e i suoi battiti finì anche il cuore di Mimi! (la Frugola è apparsa sul molo, attraversa la passerella e sale sul barcone. Ha sulle spalle una vecchia sacca gonfia di ogni sorta di roba raccattata) FRUGOLA O eterni innamorati, buona sera. GIORGETTA Oh buona sera, Frugola! FRUGOLA Il mio uomo ha finito il lavoro? (Michele, dopo di avere salutato con un gesto la Frugola, entra nella cabina) Stamattina non ne poteva più dal mal di reni. Faceva proprio pena. Ma l’ho curato io: una buona frizione e il mio rum l’ha bevuto la sua schiena! (ride rumorosamente, poi getta a terra la sacca e vi fruga dentro con voluttà cavandone vari oggetti) Ah! Giorgetta, guarda: un pettine fiammante! Se lo vuoi, te lo dono. E quanto di più buono ho raccolto in giornata. GIORGETTA (prendendo il pettine) Hanno ragione di chiamarti Frugola; tu rovisti ogni angolo ed hai la sacca piena. FRUGOLA (mostrando la bolsa) Se tu sapessi gli oggetti strani che in questa sacca sono racchiusi! Guarda! Guarda! è per te questo ciuffo di piume. Trine e velluti, stracci, barattoli. Vi son confusi gli oggetti strani. Strane reliquie, i documenti di mille amori. Gioie e tormenti qui vi raccolgo, senza distinguere fra i ricchi e il volgo! GIORGETTA E in quel cartoccio? FRUGOLA Cuore di manzo per Caporale, il mio soriano dal pelo fulvo, dall’occhio strano, che non ha uguale! GIORGETTA (Ridendo) Gode dei privilegi il tuo soriano! FRUGOLA Li merita! Vedessi! (Ride) E il più bel gatto, il mio più bel romanzo. Quando il mio Talpa è fuori, mi tiene compagnia e insieme noi filiamo i nostri amori, senza puntigli e senza gelosia. Vuoi saperla la sua filosofia? Ron, ron, ron: meglio padrone in catapecchia che servo in un palazzo. Ron, ron, ron, ron, ron: meglio cibarsi con due fette di cuore che logorare il proprio nell’amor! TALPA (appare dalla stiva seguito da Luigi) To’! guarda la mia ¡vecchia! ...Che narravi? FRUGOLA Parlavo con Giorgetta del soriano. MICHELE (uscendo dalla cabina, si avvicina a Luigi) O Luigi, domani si carica del ferro! Vieni a darci una mano? LUIGI Verrò, padrone. TINCA (venendo dalla stiva seguito dagli altri scaricatori che se ne vanno pel molo dopo di avere salutato Michele) Buona notte a tutti. TALPA (Al Tinca) Hai tanta fretta? FRUGOLA (Al Tinca) Corri ad ubriacarti? Ah! se fossi tua moglie! TINCA Che fareste? FRUGOLA Ti pesterei finchè non la smettessi di passar le notte all’osteria. Non ti vergogni? TINCA No, no, no! Fa bene il vino! Si affogano i pensieri di rivolta: che se bevo non penso, e se penso non rido? (Michele discende nella stiva) Ah! ah! ah! ah! Ah! ah! ah! ah! ah! LUIGI (a Tinca) Hai ben ragione; meglio non pensare, piegare il capo ed incurvar la schiena. Per noi la vita non ha più valore, ed ogni gioia si converte in pena. I sacchi in groppa e giù la testa a terra! Si guardi in alto, bada alla frustata. (Con amarezza) Il pane lo guadagni col sudore, e l’ora dell’amore va rubata! Va rubata fra spasimi e paure che offuscano l’ebbrezza più divina Tutto è conteso, tutto ci è rapito la giornata è già buia alla mattina! Hai ben ragione; meglio non pensare, piegare il capo ed incurvar la schiena. TINCA Segui il mio esempio: bevi! GIORGETTA Basta! TINCA Non parlo più! A domani, ragazzi, e state bene. (esce) TALPA (A Frugola) Ce n’andiamo anche noi? Son stanco morto. FRUGOLA Ah! Quando mai potremo comprarci una bicocca? Là ci riposeremo. GIORGETTA E la tua fissazione, la campagna! FRUGOLA Ho sognato una casetta con un piccolo orticello. Quattro muri, stretta stretta, e due pini per ombrello. Il mio vecchio steso al sole, ai miei piedi Caporale, e aspettar così la morte che è rimedio d’ogni male! GIORGETTA E ben altro il mio sogno! Son nata nel sobborgo, e solo l’aria m’esalta, m’esalta e mi nutrisce! Oh! se Michele, un giorno, abbandonasse questa logora vita vagabonda!... Non si vive là dentro, fra il letto ed il fornello! Tu avessi visto la mia stanza un tempo! FRUGOLA Dove abitavi? GIORGETTA Non lo sai? LUIGI (Avanzando d’improvviso) Belleville! GIORGETTA Luigi lo conosce! LUIGI Anch’io ci son nato! GIORGETTA Come me. Come me, l’ha nel sangue! LUIGI Non ci si può staccare! GIORGETTA Bisogna aver provato! Belleville è il nostro suolo e il nostro mondo! Noi non possiamo vivere sull’acqua! Bisogna calpestare il marciapiede!... Là c’è una casa, là ci sono amici, festosi incontri e piene confidenze... LUIGI Ci si conosce tutti! S’è tutti una famiglia! GIORGETTA Al mattino, il lavoro che ci aspetta. Alla sera, i ritorni in comitiva... Botteghe che s’accendono di luci e di lusinghe, vetture che s’incrociano, domeniche che chiassose... Piccole gite in due al bosco di Boulogne! Balli all’aperto, intimità amorose... E difficile dire cosa sia quest’ansia, questa strana nostalgia. Ma chi lascia il sobborgo vuol tornare, e chi ritorna, chi ritorna non può staccare. C’è là in fondo Parigi che ci grida mille voci liete il suo fascino immortal! LUIGI Ma chi lascia il sobborgo vuol tornare, e chi ritorna, chi ritorna non può staccare. C’è là in fondo Parigi che ci grida mille voci liete il suo fascino immortal! (restano per un attimo assorti) FRUGOLA Adesso ti capisco: qui la vita è diversa... TALPA Se s’andasse a mangiare? (A Luigi) Che ne dici? LUIGI Io resto: ho da parlare col padrone. TALPA Quando è così, a domani. FRUGOLA Miei vecchi, buona notte! (s’incamminano canterellando. Le loro voci si perdono) FRUGOLA, TALPA. (Mormorando) Ho sognato una casetta con un piccolo orticello. Quattro muri, stretta stretta, e due pini per stretta, ombrello. Il mio vecchio steso al sole, ai miei piedi Caporale, e aspettar così la morte che è rimedio d’ogni male! VOCE INTERNA Ah! Ah! La la la la la la la la la la la la la la la la. GIORGETTA (Luigi fa l’atto di avvicinarsi, essa con un gesto lo ferma) O Luigi! Luigi! Bada a te! Può salir fra un momento! Resta pur là, lontano! LUIGI Perchè dunque inasprisci il tormento? Perchè mi chiami in vano? GIORGETTA Vibro tutta se penso a ier sera, all’ardor dei tuoi baci...! LUIGI In quei baci tu sai cosa c’era... GIORGETTA Sì, mio amore, mio amore. Ma taci!. LUIGI Quale folle paura ti prende? GIORGETTA Se ci scopre, è la morte! LUIGI (con ardore) Preferisco morire, alla sorte che ti tieni legata! GIORGETTA Ah! se fossimo soli, lontani... LUIGI E sempre uniti!... GIORGETTA E sempre innamorati! Dimmi... che non mi manchi!... LUIGI (Correndo a lei) Mai!... GIORGETTA (bruscamente) Sta attento! (infatti Michele risale dalla stiva) MICHELE (A Luigi) Come? Non sei andato?... LUIGI Padrone, v’ho aspettato, perchè volevo dirvi quattro parole sole: intanto ringraziarvi d’avermi tenuto... Poi volevo pregarvi, se lo potete fare, di portarmi a Rouen e là farmi sbarcare... MICHELE A Rouen? Ma sei matto? Là non c’è che miseria: ti troveresti peggio. LUIGI Sta bene. Allora resto. (Michele s’avvia verso la cabina) GIORGETTA (A Michele) Dove vai? MICHELE A preparare i lumi. LUIGI Buona notte, padrone... MICHELE Buona notte. (Michele entra nella cabina) GIORGETTA Dimmi perchè hai chiesto di sbarcarti a Rouen? LUIGI Perchè non posso dividerti con lui!... GIORGETTA Hai ragione: è un tormento. Anch’io ne son presa, anch’io la sento ben più forte di te questa catena! Hai ragione: è un tormento, è una angoscia una pena; ma quando tu mi prendi, è pur grande è pur grande il compenso! LUIGI Par di rubare insieme ¡ qualche cosa alla vita! GIORGETTA La voluttà è più intensa! LUIGI E la gioia rapita fra spasimi e paure... GIORGETTA In una stretta ansiosa... Fra grida soffocate E baci senza fine! E parole sommesse... LUIGI E baci senza fine! GIORGETTA Giuramenti e promesse... LUIGI D’esser soli noi... GIORGETTA Noi soli, via, via, lontani! LUIGI Noi tutti soli, lontani dal mondo!... (mormorando) E lui? GIORGETTA No, non ancora... Dimmi che tornerai più tardi... LUIGI Sì, fra un’ora... GIORGETTA Ascolta: come ieri lascerò la passerella. Sono io che la tolgo... Hai le scarpe di corda? LUIGI Sì...Fai lo stesso segnale? GIORGETTA Sì...il fiammifero acceso! Come tremava sul braccio mio teso la piccola fiammella! Mi pareva d’accendere una stella, fiamma del nostro amore, stella senza tramonto!... LUIGI Io voglio la tua bocca, voglio le tue carezze! GIORGETTA Dunque anche tu lo senti folle il desiderio! LUIGI Folle di gelosia! Vorrei tenerti stretta come una cosa mia! Vorrei non più soffrir, non più soffrir che un altro ti toccasse, e, per sottrarre a tutti il corpo tuo divino, io te lo giuro, lo giuro, non tremo a vibrare il coltello, (Giorgetta improvviso scatto lo spinge via) e con gocce di sangue fabbricarti un gioiello! (Giorgetta risalendo lentamente e passandosi una mano sulla fronte) GIORGETTA (Sospirando) Come è difficile esser felici!... MICHELE (recando i fanali accesi, viene dalla cabina) Perchè non vai a letto? GIORGETTA E tu? MICHELE No, non ancora... GIORGETTA Penso che hai fatto bene a trattenerlo. MICHELE Chi mai? GIORGETTA Luigi. MICHELE Forse ho fatto male. Basteranno due uomini: non c’è molto lavoro. GIORGETTA Il Tinca lo potresti licenziare... beve sempre... MICHELE S’ubriaca per calmare i suoi dolori. Ha per moglie una bagascia! Beve per non ucciderla... Che hai? GIORGETTA (turbata e nervosa) Son tutte queste storie... che a me non interessano... MICHELE (avvicinandosi a Giorgetta con commozione) Perchè, perchè non m’ami più? Perchè?... GIORGETTA (con freddezza) Ti sbagli; t’amo... Tu sei buono, onesto... (poi, per troncare il discorso) Ora andiamo a dormire... MICHELE (fissandola) Tu non dormi! GIORGETTA Lo sai perchè non dormo... E poi...là dentro soffoco... Non posso! Non posso! MICHELE Ora le notti son tanto fresche... E l’anno scorso là in quel nero guscio eravamo pur tre... c’era il lettuccio del nostro bimbo... GIORGETTA (sconvolta) Il nostro bimbo! Taci, taci!... MICHELE Tu sporgevi la mano e lo cullavi dolcemente, lentamente, e poi sul braccio mio t’addormentavi... GIORGETTA (Con angustia) Ti supplico, Michele: non dir niente... Erano sere come queste... MICHELE Se spirava la brezza, vi raccoglievo insieme nel tabarro come in una carezza... Sento sulle mie spalle le vostre teste bionde... Sento le vostre bocche vicino alla mia bocca. Ero tanto felice, ah! tanto felice!... Ora che non c’è più i miei capelli grigi mi sembrano un insulto alla tua gioventù! GIORGETTA Ah! ti supplico, Michele, non dir niente! Ah! no! No...calmati, Michele... Sono stanca... Non reggo... Vieni... MICHELE (Aspro) Ma non puoi dormire! Sai bene che non devi addormentarti! GIORGETTA (atterrita) Perchè mi dici questo? MICHELE Non so bene... Ma so che è molto tempo che non dormi! (cercando di attirare Giorgetta fra le sue braccia) Resta vicino a me! Non ti ricordi altre notti, altri cieli ed altri lune? Perchè chiudi il tuo cuore? Ti rammenti le ore che volavan via su questa barca trascinate dall’onda?... GIORGETTA Non ricordare... Oggi è malinconia... MICHELE Ah! Ritorna, ritorna come allora, ritorna ancora mia! quando tu m’amavi e ardentemente mi cercavi e mi baciavi... quando tu m’amavi! Resta vicino a me! La notte è bella! GIORGETTA Che vuoi! S’invecchia! Non son più la stessa. Tu pure sei cambiato... Diffidi...Ma che credi? MICHELE Non lo so nemmen io! GIORGETTA Buona notte, Michele... Casco dal sonno... MICHELE E allora va pure; ti raggiungo... (Giorgetta entra alla cabina) MICHELE Sgualdrina! (sulle strada due ombre d’amanti passano) DOS AMANTI Bocca di rosa fresca... E baci di rugiada ... O labbra profumate... O profumata sera... C’è la luna... la luna che ci spia... A domani, mio amore... Domani, amante mia!... (lontano) A domani, mio amore... Domani, amante mia! (da una caserma suona io silenzio) MICHELE (lentamente, cautamente, si avvicina alla cabina. Tende l’orecchio. Dice:) Nulla! Silenzio! (strisciando verso la parete e spiando nell’interno) E là! Non s’è spogliata... non dorme... Aspetta... (con un brivido) Chi? Che cosa aspetta? (risalendo, cupo, tutto chiuso nel suo dubbio) Chi?...chi?... Forse il mio sonno!... Chi l’ha trasformata? Qual ombra maledetta è discesa fra noi? Chi l’ha insidiata?... (e riandando col pensiero ai suoi uomini) Il Talpa?... Troppo vecchio!... Il Tinca forse? No... no... non pensa...beve. E dunque chi? Luigi... no... se proprio questa sera voleva abbandonarmi... e m’ha fatto preghiera di sbarcarlo a Rouen!... Ma chi dunque? Chi dunque? Chi sarà? Squarciare le tenebre!... Vedere! E serrarlo così, fra le mie mani! E gridargli: Sei tu! Sei tu!... E gridargli: Sei tu! Sei tu! Il tuo volto livido, sorrideva alla mia pena! Sei tu! Sei tu! Su! su! su! Dividi con me questa catena! Travolgimi con te nella tua sorte... giù insiem nel gorgo più profondo!... Dividi con me questa catena!... Accomuna la tua con la mia sorte... La pace è nella morte! (s’accascia sfibrato. Macchinalmente leva di tasca la pipa e l’accende. Alla luce del fiammifero Luigi cautamente attraversa la passerella e balza sul barcone. Michele vede l’ombra, sussulta, si mette in agguato, riconosce Luigi e di colpo si precipita afferrandolo per la gola) T’ho colto! LUIGI (dibattendosi) Sangue di Dio! Son preso! MICHELE Non gridare! Che venivi a cercare? Volevi la tua amante? LUIGI Non è vero! MICHELE Mentisci! Confessa, confessa! LUIGI Non è vero! MICHELE Volevi la tua amante? LUIGI (tentando di levare il coltello) Ah! Perdio! MICHELE (serrandogli il braccio) Giù il coltello! Non mi sfuggi, canaglia! Anima di forzato!... Verme! Volevi andare giù, a Rouen, non è vero? Morto ci andrai, nel fiume! LUIGI Assassino! Assassino! MICHELE Confessami che l’ami! Confessa! confessa! LUIGI Lasciami, lasciami, lasciami! MICHELE No! Infame! Infami! Si confessi, ti lascio! LUIGI Sì... MICHELE Ripeti! Ripeti! LUIGI (Con voce fioca) Sì... l’amo! MICHELE Ripeti! Ripeti! LUIGI (Con un gemito) L’amo! MICHELE Ripeti! LUIGI (più debole ancora) L’amo! MICHELE Ancora! LUIGI (e resta aggrappato a Michele in una contorsione di morte) L’amo! Ah! GIORGETTA (dall’interno della cabina) Michele! Michele! (appare sulla porta. A mezza voce) (Michele sente, e rapidissimo siede e ravolge il tabarro sopra il cadavere aggrappato a lui) Ho paura, Michele... (vedendo il marito seduto e calmo) No... Ho avuto paura... (s’avvicina lentamente a Michele, sempre guardando intorno con ansia) MICHELE (calmissimo) Avevo ben ragione: non dovevi dormire... GIORGETTA Son presa dal rimorso d’averti dato pena... MICHELE Non è nulla... i tuoi nervi... GIORGETTA Ecco...è questo... hai ragione... Dimmi che mi perdoni... (Insinuante) Non mi vuoi più vicina?... MICHELE (Terribile) Dove?...Nel mio tabarro? GIORGETTA Sì, vicina, vicina... Sì... Mi dicevi un tempo: "Tutti quanti portiamo un tabarro che asconde qualche volta una gioia, qualche volta un dolore..." MICHELE Qualche volta un delitto! Vieni nel mio tabarro! Vieni! (si erge terribile, apre il tabarro; il cadavere di Luigi rotola ai piedi di Giorgetta) GIORGETTA (Gridando disperatamente y retrocedendo con orrore) Ah! MICHELE Vien! (sopra Giorgetta, l’afferra, e la trascina, e le piega contro il volto dell’amante morto) FINE DELL' OPERA
ACTO ÚNICO
(Cuando se alza el telón, se ve a Michele, el capitán del barco, sentado junto al timón, pensativo y con la pipa apagada. Intenso ir y venir de estibadores que trasiegan con pesados fardos de mercancía. Mientras trabajan, entonan una canción) GIORGETTA ¡Oh, Michele! Michele... ¿No estás cansado de encandilarte mirando el crepúsculo? ¿Te parece un gran espectáculo? MICHELE ¡Efectivamente! GIORGETTA Ya lo creo: ¡de tu pipa ya no sale humo blanco! MICHELE (Señalando a los estibadores) ¿Ya han terminado allá abajo? GIORGETTA (Ansiosamente) ¿Quieres que baje? MICHELE No. Quédate. Iré yo mismo. GIORGETTA ¡Han trabajado tanto!... Como habían prometido, la bodega estará desocupada y mañana se podrá cargar. Habría que recompensarlos por la fatiga con un buen vaso. ESTIBADORES ¡Oh! ¡Issa! ¡Oh! MICHELE Por supuesto. ¡Piensas en todo, corazón de oro! ESTIBADORES (Hablando, desde el interior de la bodega) ¡Oh! ¡Issa! ¡Oh! ¡Otra vuelta! (Con acento pesado y voz lejana) Si trabajamos con tesón quedaremos sin fuerzas y Margot se marchará con otros. MICHELE Llévales de beber. GIORGETTA Están terminando el trabajo así repondrán fuerzas. MICHELE El vino les calmará la sed y los reconfortará. ESTIBADORES (Con acento pesado) ¡Oh! ¡Issa! ¡Oh! ¡Otra vuelta! ¡No te canses, después podrásreposar, batelero, y Margot será feliz! MICHELE (Acercándose afectuosamente a Giorgetta) ¿Y no has pensado en mí? GIORGETTA (Alejándose un poco) ¿En ti? ¿Por qué? MICHELE (Abrazándola) He renunciado al vino; pero si la pipa está apagada, no está apagada mi pasión... ESTIBADORES (Con voz lejana) ¡Oh! ¡Issa! ¡Oh! ¡Otra vuelta! Ahora la bodega está vacía, la larga jornada acabó, y Margot te dará su amor. MICHELE (La besa, Giorgetta le ofrece la mejilla en lugar de la boca) Un beso tuyo, mi amor... (Se dirige hacia la bodega y baja) LUIS (Pasando del muelle al barco) ¡Hace calor aquí, patrona! GIORGETTA Es verdad. Tengo lo que hace falta. ¡Prueba este vino! (Entra en la cabina dirigiéndole una larga mirada a Luis) TINCA (Saliendo de la bodega) ¡Fardos malditos! ¡Mundo malvado! ¡Apúrate, Talpa! ¡Vamos a comer! TALPA (Saliendo de la bodega con la carga sobre los hombros) ¡No tan a prisa, no me fastidies! ¡Ah! ¡Este fardo me rompe la espalda! (Sacudiendo la cabeza y secándose el sudor con el dorso de la mano) ¡Dios! ¡Qué calor!... Luis, otra vuelta más. LUIS (Señalando a Giorgetta, que trae una jarra de vino con vasos) ¡Aquí viene la vuelta! ¡Bebed, muchachos! ¡Aquí, todos juntos, rápido! (Todos acuden a la llamada, agrupándose alrededor de Giorgetta, que distribuye los vasos) ¡Rápido! ¡Pronto! ¡En el vino encontraremos la energía para terminar! GIORGETTA (Riendo) ¡Qué cosas dices! Pero es cierto: ¡Vino para todos! ¡Aquí, Talpa! ¡Tinca! ¡Vosotros! ¡Tomad! TALPA ¡Bebamos este vino a vuestra salud! ¡Alcemos los vasos! ¡Bebamos! ¡Viva! ¡Qué felicidad y qué alegría! GIORGETTA Si queréis más... TALPA (Se seca la boca con el dorso de la mano) ¡Eso no se rechaza nunca! GIORGETTA (A los otros) ¡Poned los vasos! LUIS (Señalando a un organillero que pasa por la acera) ¡Mirad allá, el del organillo! Ha llegado justo a tiempo. (Llama al organillero) TINCA Ahogo en este vino los pensamientos tristes. ¡A la salud del patrón! (Giorgetta vuelve a servir) ¡Viva! ¡Gracias, gracias! ¡Mi único placer es el que está aquí, en el fondo del vaso! LUIS (Al organillero) ¡Eh! ¡Profesor! ¡Ven aquí! (A los otros) ¡Veréis qué artista! GIORGETTA Solamente me gusta una música: la que hace bailar. TINCA (Se adelanta como primer candidato) ¡Seguro! Siempre a sus órdenes, y con los pies listos. GIORGETTA (Riendo) ¡Ja, te tomo la palabra! TINCA (Contento) Bailo con la patrona. (todos ríen porque el Tinca no puede llevar el paso y ponerse de acuerdo con Giorgetta) LUIS ¡La música y los pies no van perejos! (Al Tinca, que baila arrastrando los pies) Parece que estuvieras limpiando el piso. GIORGETTA ¡Ay! ¡Me pisaste un pie! LUIS ¡Vete! (Alejando al Tinca con un empujón y sustituyéndolo) ¡Déjala! ¡Aquí estoy yo! (Toma con los brazos a Giorgetta. Ésta se abandona lánguidamente. Continúan bailando mientras aparece Michele) TALPA ¡Muchachos! ¡El patrón! (Los dos dejan de bailar. Luis hace señas al organillero para que deje de tocar. Luis y los otros estibadores descienden a la bodega. Entra Michele y se dirigen hacia Giorgetta) GIORGETTA ¿Entonces, qué crees? ¿Partiremos la próxima semana? MICHELE (Vagamente) Ya veremos. GIORGETTA ¿Talpa y Tinca se quedarán? MICHELE También se quedará Luis. GIORGETTA Ayer no pensabas eso. MICHELE Hoy sí lo pienso. GIORGETTA ¿Por qué? VENDEDOR DE CANCIONES (fuera de escena, un poco lejano) ¿Quién quiere la última canción? MICHELE Porque no quiero que se muera de hambre. GIORGETTA Eso se arregla siempre. MICHELE Lo sé, se arregla, es cierto. VENDEDOR DE CANCIONES ¿Quién la quiere? MICHELE Y es por eso que no termina nunca. GIORGETTA (Molesta) ¡Contigo no se sabe nunca qué está mal y que está bien! VENDEDOR DE CANCIONES (Más cerca) ¿Quién la quiere? MICHELE El que trabaja no pasa hambre. (Se oye a lo lejos la sirena de un remolcador) GIORGETTA Ya cae la tarde... ¡Qué rojo es el crepúsculo de setiembre! ¡Ya se anuncia el otoño! ¿No parece una gran naranja este sol que muere en el Sena? ¡Mira allá abajo la Frugola! VENDEDOR DE CANCIONES (Más cerca) ¿Quién la quiere, con música y palabras? GIORGETTA ¿La ves? ¡Busca a su marido y no lo deja!... MICHELE Es justo. ¡Bebe demasiado! GIORGETTA ¿No sabes que es celosa? (Observando a Michele) ¡Oh, mi hombre, no estás de buen humor! ¿Qué tienes?... ¿Qué miras?... ¿Y por qué callas?... (El vendedor de canciones aparece por una calle frente al Sena, seguido por algunas modistillas, que salen de una casa de costuras) VENDEDOR DE CANCIONES ¿Quién quiere la última canción? MUCHACHAS. ¡Bien! ¡Bien! ¡Sí, sí! MICHELE ¿Alguna vez te hice una escena? GIORGETTA ¡No, nunca me has golpeado! VENDEDOR DE CANCIONES. Primavera, primavera, no busques más a los dos amantes entre las sombras de la tarde. MICHELE ¿Qué? ¿Lo preferirías? GIORGETTA Sí, tal vez preferiría estar morada por los golpes que por tu silencio. (Michele, sin responder, vuelve al barco y comienza a liar una cuerda) VENDEDOR DE CANCIONES ¡Primavera, primavera! Quien ha vivido por amor, morirá por amor. ¡Es la historia de Mimí! (Las muchachas compran las canciones y dos de ellas se van leyéndolas) GIORGETTA (Que ha seguido a Michele con insistencia) ¡Al menos dime qué te sucede! MICHELE ¡Nada!... ¡Nada! VENDEDOR DE CANCIONES El que sabe que se muere, cuenta las horas del día con los latidos del corazón. Pero el amante no volvió y sus latidos terminaron junto con el corazón de Mimí. (El vendedor de canciones se aleja. Las muchachas se dispersan) MODISTILLAS (fuera de escena, lejano) Cuenta las horas del día. Pero el amante no volvió y sus latidos terminaron junto con el corazón de Mimí. (Aparece la Frugola sobre el muelle, atraviesa la pasarela y sube al barco. Tiene sobre los hombros una vieja bolsa llena de todo tipo de cosas recolectadas) FRUGOLA Buenas noches, eternos enamorados. GIORGETTA Buenas noches, Frugola. FRUGOLA ¿Mi marido terminó su trabajo? (Michele, después de haber saludado con un gesto a la Frugola, entra en la cabina) Esta mañana no podía más con sus riñones. Daba lástima. Pero yo lo curé. Le di una buena fricción y su espalda se bebió mi ron. (Se ríe a carcajadas, luego tira la bolsa al suelo, la revuelve con voluptuosidad, extrayendo varios objetos) ¡Ah, Giorgetta, mira: un peine flamante! Si lo quieres, te lo doy. Es lo mejor que encontré hoy. GIORGETTA (Tomando el peine) Tienen razón de llamarte Frugola; buscas en todos los rincones y tienes la bolsa llena. FRUGOLA (Señalando la bolsa) ¡Si supieses la de objetos extraños que hay en esta bolsa! ¡Mira! ¡Mira! Este penacho de plumas es para ti. Puntillas, terciopelo, trapos, latas. Todos los objetos extraños están mezclados aquí. Reliquias raras, los documentos de mil amores. Alegrías y tormentos que colecciono aquí, sin hacer distinción entre ricos y pobres. GIORGETTA ¿Y en aquel cartucho? FRUGOLA Corazón de becerro para Sargento, pelos de gato leonado, ojos extraños, que no tiene igual. GIORGETTA (Riendo) ¡Pues sí que goza de privilegios tu gato! FRUGOLA ¡Los merece! Si vieras. (Ríe a carcajadas) Es el gato más lindo, mi más lindo consuelo. Cuando mi Talpa está fuera, me hace compañía y juntos tenemos nuestro amor, sin caprichos ni celos. ¿Quieres conocer su filosofía? Ron, ron y ron. Es mejor ser patrón de una casucha que siervo en un palacio. Ron, ron y ron. Mejor alimentarse con dos pesas de corazón, que consumir el propio por el amor. TALPA (Viene de la bodega, seguido por Luis) Ah, ¡mira a mi vieja! ...¿Qué contabas? FRUGOLA Hablaba del gato con Giorgetta. MICHELE (Saliendo de la cabina, se acerca a Luis) Luis, mañana se carga el hierro. ¿Vedrás a echarnos una mano? LUIS Vendré, patrón. TINCA (Viniendo de la bodega, seguido por los otros estibadores, que se van por el muelle después de haber saludado a Michele) Buenas noches a todos. TALPA (Al Tinca) ¿Tienes tanta prisa? FRUGOLA (Al Tinca) ¿Corres a emborracharte? ¡Ay, si yo fuese tu mujer! TINCA ¿Qué harías? FRUGOLA Te patearía hasta que dejaras de pasar las noches en la taberna. ¿No te da vergüenza? TINCA ¡No, no, no! ¡El vino hace bien! Se ahogan los pensamientos de rebeldía: si bebo no pienso, y si pienso no río. (Michele baja a la bodega) ¡Ah! ¡ah! ¡ah! ¡ah! ¡Ah! ¡ah! ¡ah! ¡ah! ¡ah! LUIS (Deteniendo a Tinca) Tienes mucha razón; es mejor no pensar, bajar la cabeza y curvar la espalda. Para nosotros la vida no tiene más valor, y toda alegría se convierte en pena. ¡Los fardos a la espalda y la cabeza hacia la tierra! Si miras para arriba, cuidado con el latigazo. (Con amargura) El pan lo ganas con el sudor y el amor hay que robarlo. Robarlo entre espasmos y miedos que enturbian la más divina embriaguez. Todo nos es negado, nos es arrebatado, la jornada ya es oscura por la mañana. Tienes mucha razón, es mejor no pensar, bajar la cabeza y curvar la espalda. TINCA ¡Sigue mi ejemplo: bebe! GIORGETTA ¡Basta! TINCA ¡No hablo más! Hasta mañana, muchachos, que descanséis. (Sale) TALPA (A Frugola) ¿Nos vamos nosotros también? Estoy muerto de cansancio. FRUGOLA ¡Ah, cuándo podremos comprarnos una casita! Allí descansaremos. GIORGETTA ¡Es tu idea fija, el campo! FRUGOLA He soñado con una casita con un pequeño huerto. Cuatro paredes, estrecha, estrecha, y pinos que den sombra. Mi viejo tirado al sol, a mis pies Sargento, y esperar así la muerte, que es el remedio para todos los males. GIORGETTA Mi sueño es muy diferente. Yo nací en los suburbios, y sólo el aire me entusiasma y me nutre. Oh, si un día Michele, abandonase esta vida vagabunda y agotadora. Allí dentro no se vive, entre el lecho y el hornillo. ¡Si hubieses visto mi habitación en otro tiempo! FRUGOLA ¿Dónde vivías? GIORGETTA ¿No lo sabes? LUIS (Avanzando sorpresivamente) ¡En Belleville! GIORGETTA ¡Luis lo conoce! LUIS ¡También yo he nacido allí! GIORGETTA Como yo. Lo lleva en la sangre, como yo. LUIS ¡Uno no se puede desprender de eso! GIORGETTA ¡Hay que haberlo conocido! Belleville es nuestro suelo y nuestro mundo. ¡Nosotros no podemos vivir sobre el agua! ¡Hay que caminar por las veredas!... Allí hay una casa, allí hay amigos, encuentros festivos y plena confianza... LUIS ¡Allí se conocen todos! ¡Es una gran familia! GIORGETTA A la mañana, el trabajo que nos espera. A la noche, el regreso en grupo... Negocios que encienden sus luces atractivas, coches que se cruzan, domingos estrepitosos... Pequeñas excursiones al bosque de Boulogne. Bailes al aire libre, intimidad amorosa... Es difícil decir como es ese ansia, esta extraña nostalgia. Pero quien deja el suburbio, quiere volver, y quien vuelve, sí, quien vuelve no se puede desprender de él. Allí, en el fondo, está París, que grita con mil voces alegres su inmortal fascinación. LUIS Pero quien deja el suburbio, quiere volver, y quien vuelve, sí, quien vuelve no se puede desprender de él. Allí, en el fondo, está París, que grita con mil voces alegres su inmortal fascinación. (Se quedan extasiados) FRUGOLA Ahora te entiendo: aquí la vida es diferente... TALPA ¿Y si nos fuéramos a comer? (A Luis) ¿Qué dices? LUIS Yo me quedo: tengo que hablar con el patrón. TALPA Siendo así, hasta mañana. FRUGOLA ¡Viejos, buenas noches! (Se van juntos del brazo, mientras sus voces se pierden a lo lejos) FRUGOLA, TALPA. (Murmurando) He soñado con una casita con un pequeño huerto. Cuatro paredes, estrecha, estrecha, y dos pinos que den sombra. Mi viejo tirado al sol, a mis pies Sargento, y esperar así la muerte, que es el remedio para todos los males. VOZ FUERA DE ESCENA ¡Ah! ¡Ah! La la la la la la la la la la la la la la la la. GIORGETTA (Luis se aproxima a Giorgetta, que lo detiene con un gesto) ¡Oh, Luis! ¡Luis! ¡Ten cuidado! ¡Puede subir de un momento a otro! ¡Quédate allá, lejos! LUIS ¿Entonces por qué exasperas mi tormento? ¿Por qué me llamas en vano? GIORGETTA ¡Todo mi ser tiembla pensando en la noche de ayer, en el ardor de tus besos...! LUIS Sabes lo que había en esos besos... GIORGETTA Sí, amor mío, amor mío ¡Pero calla! LUIS ¿Qué temor insensato te invade? GIORGETTA ¡Si nos descubre nos matará! LUIS (Arrebatado) Prefiero la muerte al destino que te tiene atada. GIORGETTA ¡Ah, si estuviésemos solos, lejos...! LUIS ¡Y siempre unidos...! GIORGETTA ¡Y siempre enamorados! ¡Dime... que no me dejarás!... LUIS (Corriendo hacia ella) ¡Nunca!... GIORGETTA (Asustada) ¡Cuidado! (Aparece Michele, de la bodega) MICHELE (A Luis) ¿Cómo? ¿No te has ido?... LUIS Patrón, lo he esperado, porque quería decirle sólo cuatro palabras: además de agradecerle por haberme empleado... También quería rogarle, si puede hacerlo, de llevarme a Rouen y dejarme desembarcar... MICHELE ¿En Rouen? ¿Pero estás loco? Allí no hay más que miseria: te encontrarías peor. LUIS Está bien. Entonces, me quedo. (Michele se dirige a la cabina) GIORGETTA (A Michele) ¿Dónde vas? MICHELE A preparar las luces. LUIS Buenas noches, patrón... MICHELE Buenas noches. (Michele entra en la cabina) GIORGETTA Dime, ¿por qué le has pedido desembarcar en Rouen? LUIS ¡Porque no puedo compartirte con él!... GIORGETTA Tienes razón: es un tormento. ¡Yo también estoy presa, también yo siento más fuerte que tú esta cadena! Tienes razón: es un tormento, es una angustia, una pena; pero cuando tú me abrazas, es más grande, más grande mi recompensa. LUIS ¡Parece que juntos le robáramos algo a la vida! GIORGETTA ¡El placer es más intenso! LUIS Y la alegría arrebatada entre espasmos y miedo. GIORGETTA En un abrazo ansioso... Entre gritos sofocados y besos sin fin. Y palabras murmuradas... LUIS ¡Y besos sin fin! GIORGETTA Juramentos y promesas... LUIS De estar solos los dos... GIORGETTA ¡Solos los dos, lejos, lejos! LUIS Nosotros dos, solos, lejos del mundo... (Susurrando) ¿Y él? GIORGETTA No, no todavía. Dime que volverás más tarde... LUIS Sí, dentro de una hora... GIORGETTA Escucha: igual que ayer dejaré la pasarela. Soy yo la encargada de quitarla... ¿Tienes la cuerda? LUIS Sí, ¿harás la misma señal? GIORGETTA Sí... el fósforo encendido. ¡Cómo temblaba la pequeña llama en mi brazo extendido! Me parecía encender una estrella, llama de nuestro amor, estrella sin ocaso. LUIS ¡Quiero tu boca, tus caricias! GIORGETTA ¡Entonces también tú sientes este loco deseo! LUIS ¡Loco de celos! ¡Quisiera tenerte abrazada como si fueras mía! Quisiera no sufrir más, no sufrir más que otro te tocase, y, para alejar de todos tu cuerpo divino, te juro, juro que no tengo miedo de empuñar mi cuchillo, (Giorgetta trata de frenarlo y alejarlo) y con gotas de sangre fabricarte una alhaja! (Giorgetta se pasa la mano por la frente, muy apenada) GIORGETTA (Suspirando) ¡Qué difícil es ser feliz!... MICHELE (Trayendo los faroles encendidos, viene de la cabina) ¿Por qué no te vas a acostar? GIORGETTA ¿Y tú? MICHELE No, no todavía... GIORGETTA Pienso que has hecho bien en contratarlo. MICHELE ¿A quién? GIORGETTA A Luis. MICHELE Tal vez he hecho mal. Bastaría con dos hombres: no es mucho el trabajo. GIORGETTA A Tinca lo podrías despedir... bebe siempre... MICHELE Se embriaga para calmar sus dolores. ¡Tiene una ramera por mujer! Bebe para no matarla... ¿Qué tienes? GIORGETTA (Turbada y nerviosa) Son esas historias que no me interesan... MICHELE (Acercándose conmovido a Giorgetta) ¿Por qué, por qué ya no me amas? ¿Por qué?... GIORGETTA (Fríamente) Te equivocas; te amo... Eres bueno y honesto... (Como para cambiar la conversación) Ahora, vayamos a dormir... MICHELE (Mirándola fijo) ¡Tú no duermes! GIORGETTA Sabes por qué no duermo... Además... allá adentro... me ahogo... ¡No puedo! ¡No puedo! MICHELE Ahora las noches son tan frescas... Y el año pasado, allá en ese cuartito oscuro éramos tres... estaba la cunita de nuestro hijo... GIORGETTA (Profundamente perturbada) ¡Nuestro hijo! ¡Calla, calla!... MICHELE Extendías la mano y lo acunabas dulcemente, lentamente, y después te adormecías sobre mi brazo... GIORGETTA (Con angustia) Te suplico, Michele: no digas nada... Eran noches como éstas... MICHELE Si soplaba la brisa, lo envolvía junto a mí en el capote, como en una caricia... Siento su cabeza rubia sobre mis hombros... Siento su boca junto a mi boca. ¡Era tan feliz, ah, tan feliz! Ahora que ya no está, mis cabellos grises me parecen un insulto a tu juventud. GIORGETTA ¡Ah, te suplico, Michele, no digas nada! ¡Ah, no! No, cálmate, Michele... Estoy cansada... no resisto... Ven... MICHELE (Asperamente) ¡Pero no puedes dormir! ¡Sabes bien que no debes adormecerte! GIORGETTA (con miedo) ¿Por qué me dices esto? MICHELE No lo sé bien... ¡Pero sé que hace mucho tiempo que no duermes! (Busca acercar a Giorgetta hacia él. Con intensa emoción) ¡Quédate junto a mí! ¿No recuerdas otras noches, otros cielos y otras lunas? ¿Por qué cierras tu corazón? ¿Recuerdas las horas que pasaban velozmente en esta barca arrastrada por las olas?... GIORGETTA No recuerdes... Hoy es melancolía... MICHELE ¡Ah, regresa, regresa como antes, regresa, sé nuevamente mía! Cuando me amabas y con ardor me buscabas y besabas... ¡Cuando me amabas! ¡Quédate conmigo! ¡La noche es bella! GIORGETTA ¡Qué quieres! ¡El tiempo pasa! Ya no soy la misma. Tú también has cambiado. Desconfías... pero, ¿Qué crees? MICHELE ¡Ni yo mismo lo sé! GIORGETTA Buenas noches, Michele... Me muero de sueño... MICHELE Entonces ve, ya te alcanzo... (Giorgetta entra en la cabina) MICHELE ¡Puta! (Entre las sombras pasan dos amantes) DOS AMANTES Boca de rosa fresca... Y besos de rocío... Oh, labios perfumados... Oh, perfumada noche... Hay luna... La luna que espía... Hasta mañana, mi amor... ¡Mañana, amada mía!... (Desde lejos) Hasta mañana, mi amor... ¡Mañana, amada mía! (en el cuartel, una corneta toca silencio) MICHELE (Lentamente, con cautela, se acerca a la cabina. Trata de escuchar algo y dice:) ¡Nada! ¡Silencio! (Acercándose a las paredes y espiando hacia adentro) ¡Allí está! No se ha desvestido... no duerme... Espera... (Temblando) ¿A quién? ¿Qué espera? (Bajando, atormentado por la sospecha) ¿Quién?...¿Quién?... ¡Tal vez que yo me duerma! ¿Quién la ha transformado? ¿Qué sombra maldita ha descendido entre nosotros? ¿Quién le ha vertido el odio? (Tratando de adivinar) ¿Talpa?... ¡Demasiado viejo!... ¿Tal vez, Tinca? No... no... no piensa... bebe. ¿Entonces, quién? Luis... no... si esta misma noche quería abandonarme... ¡y me ha rogado dejarlo desembarcar en Rouen!... ¿Entonces, quién? ¿Quién? ¿Quién será? ¡Despejar las tinieblas!... ¡Verlos! ¡Y aferrarlo así entre mis manos! ¡Y gritarle: Eres tú, eres tú!... ¡Y gritarle: eres tú! ¡Eres tú! ¡Tu rostro lívido sonreía ante mi pena! ¡Eres tú! ¡Eres tú! ¡Comparte esta cadena conmigo! Arrástrame contigo en tu suerte... ¡Juntos descendiendo al abismo más profundo!... ¡Comparte esta cadena conmigo!... Suframos juntos la misma suerte... ¡La paz está en la muerte! (Se desmorona, extenuado. Michele saca la pipa del bolsillo y la enciende. Luis, que estaba en la muelle esperando la señal, atraviesa corriendo la plancha y sube al barco. Michele ve la sombra se sobresalta y reconoce a Luis. Después de un momento se precipita sobre él y lo aferra de la garganta) ¡Te atrapé! LUIS (Defendiéndose) ¡Dios mío! ¡Estoy preso! MICHELE ¡No grites! ¿Qué venías a buscar? ¿Querías a tu amante? LUIS ¡No es cierto! MICHELE ¡Mientes! ¡Confiesa, confiesa! LUIS ¡No es cierto! MICHELE ¿Buscabas a tu amante? LUIS (Sacando su cuchillo) ¡Ah, por Dios! MICHELE (forzando a Luis a dejar caer el cuchillo) ¡Tira el cuchillo! ¡No te escaparás, canalla! ¡Alma de condenado! ¡Gusano! ¿Querías bajarte en Rouen, no es cierto? ¡Te irás muerto al río! LUIS ¡Asesino! ¡Asesino! MICHELE ¡Confiésame que la amas! ¡Confiesa! ¡Confiesa! LUIS ¡Déjame, déjame, déjame! MICHELE ¡No! ¡Infame! ¡Infame! ¡Si confiesas, te dejo! LUIS Sí... MICHELE ¡Repítelo! ¡Repítelo! LUIS (Con voz ronca) ¡Sí... la amo! MICHELE ¡Repítelo! ¡Repítelo! LUIS (Con un gemido) ¡La amo! MICHELE ¡Repite! LUIS (Más débil aún) ¡La amo! MICHELE ¡Otra vez! LUIS (Agonizando, queda aferrado a Michele en un último espasmo de muerte) ¡La amo! ¡Ah! GIORGETTA (Desde la cabina) ¡Michele! ¡Michele! (Abre la puerta de la cabina. A media voz) (Escuchando la voz de Giorgetta, rápidamente envuelve en el capote el cadáver de Luis, aferrado a él) Tengo miedo, Michele... (viéndolo sentado y tranquilo) No... ya no tengo miedo (se acerca lentamente a Michele, mirando alrededor con ansiedad. MICHELE (Con mucha calma) Yo tenía razón: no debías dormir... GIORGETTA Tengo remordimientos por haberte apenado... MICHELE No es nada... tus nervios... GIORGETTA Eso... es eso... tienes razón... Dime que me perdonas... (Insinuante) ¿Ya no me quieres que esté cerca de ti?... MICHELE (Terrible) ¿Dónde?...¿En mi capote? GIORGETTA Sí, cerca, cerca... Sí... En un tiempo me decías: "Todos llevamos un capote que, algunas veces oculta una alegría, otras veces oculta un dolor..." MICHELE ¡Y otras veces oculta un delito! ¡Ven a mi capote! ¡Ven! (terrible, abre el capote y el cadáver de Luis cae rodando a los pies de Giorgetta) GIORGETTA (Gritando desesperadamente y retrocediendo aterrorizada) ¡Ah! MICHELE ¡Ven! (Aferra a Giorgetta, la arrastra y restriega su rostro contra el del amante muerto) FIN DE LA ÓPERA
Agradecimiento
Agradecemos especialmente la gentileza de los sitios web: Intermezzo, de Rafael Torregrosa Sánchez; y Kareol, de Eduardo Almagro López, por permitirnos utilizar parte de sus contenidos.