
Fiorella Spadone - Soprano
Argumentos y libretos de óperas
“Don Pasquale” de Gaetano Donizetti
Don Pasquale (Don Pascual) es una ópera bufa en tres actos con música de Gaetano Donizetti (Bérgamo, 1797 – Bérgamo, 1848) y libreto en italiano del propio compositor y de Michele Accursi, pseudónimo de Giovanni Ruffini, basado en el libreto de la ópera Ser Marco Antonio que Angelo Anelli escribiera para el compositor Stefano Pavesi.
El estreno, un rotundo éxito, tuvo lugar el 3 de enero de 1843 en el Théâtre-Italien (Teatro de los Italianos) de París, siendo sus intérpretes: la soprano Giulia Grisi como Norina, el tenor Giovanni Matteo di Candia como Ernesto, el bajo Luigi Lablache como Don Pasquale, el barítono Antonio Tamburini como el doctor Malatesta y el bajo Federico Lablache, hijo de Luigi Lablache, como el notario.
Personajes
- Don Pasquale — Anciano rico y solterón — bajo
- Dr Malatesta — Médico y amigo de Don Pasquale y Ernesto — barítono
- Ernesto — Sobrino de Don Pasquale — tenor
- Norina — Joven viuda, enamorada de Ernesto — soprano
- Notario — Carlo, primo de Malatesta — bajo
- Sirvientes
Libreto en italiano y español
La acción se desarrolla en Roma durante la primera mitad del siglo XIX.
ATTO I
Scena Prima (Sala en casa de Don Pasquale) DON PASQUALE Son nov'ore; di ritorno il Dottor esser dovria. Zitto... parmi... è fantasia... forse il vento che soffiò. Che boccon di pillolina, nipotino, vi preraro! Vo' chiamarmi don Somaro se veder non ve la fo. DOTTOR MALATESTA E permesso? DON PASQUALE Avanti, avanti. Dunque? DOTTOR MALATESTA Zitto, con prudenza. DON PASQUALE Io mi struggo d'impazienza. La sposina? DOTTOR MALATESTA Si trovo. DON PASQUALE Benedetto! DOTTOR MALATESTA (fra sè) Che babbione! (a don Pasquale) Proprio quella che ci vuole. Ascoltate, in due parole il ritratto ve ne fo. DON PASQUALE Son tutt'occhi, tutto orecchie, muto, attento a udir vi sto. DOTTOR MALATESTA Udite: Bella siccome un angelo in terra pellegrino, fresca siccome il giglio che s'apre in sul mattino, occhio che parla e ride, sguardo che i cor conquide, chioma che vince l'ebano, sorriso incantator. DON PASQUALE Sposa simile! Oh giubilo! Non cape in petto il cor. DOTTOR MALATESTA Alma innocente, ingenua, che sé medesma ignora, modestia impareggiabile, bontà che v'innamora, ai miseri pietosa, gentil, dolce, amorosa, il ciel l'ha fatta nascere per far beato un cuore. DON PASQUALE Famiglia? DOTTOR MALATESTA Agiata, onesta. DON PASQUALE Il nome? DOTTOR MALATESTA Malatesta. DON PASQUALE Sarà vostro parente? DOTTOR MALATESTA Alla lontana un po'; è mia sorella. DON PASQUALE Oh gioia! E quando di vederla, quando mi fia concesso? DOTTOR MALATESTA Stasera sul crepuscolo. DON PASQUALE Stasera? Adesso, adesso. Per carità, dottore! DOTTOR MALATESTA Frenate il vostro ardore, quetatevi, calmatevi, fra poco qui verrà. DON PASQUALE Davvero? DOTTOR MALATESTA Preparatevi, e ve la porto qua. DON PASQUALE Oh caro! DOTTOR MALATESTA Ma udite... DON PASQUALE Non fiatate! DOTTOR MALATESTA Si, ma ... DON PASQUALE Non c'è ma, o casco morto qua. Un foco insolito mi sento addosso, ormai resistere io più non posso. Dell'età vecchia scordo i malanni, mi sento giovine como a vent'anni. Deh! Cara, affrettati. Vieni, sposina! Ecco, di bamboli mezza dozzina veggo già nascere, veggo già crescere, veggo scherzar. Son rinato. Or si parli al nipotino: a fare il cervellino veda che si guadagna. (Ernesto entrano) Eccolo appunto. (a Ernesto) Giungete a tempo. Stavo per mandarvi a chiamare. Favorite. Non vo' farvi un sermone, vi domando un minuto d'attenzione. E vero o non e vero che, saranno due mesi, io v'offersi la man d'una zitella nobile, ricca e bella? ERNESTO È vero. DON PASQUALE Promettendovi per giunta un bel assegnamento, e alla mia morte quanto possiedo? ERNESTO È vero. DON PASQUALE Minacciando, in caso di rifiuto, diseredavi e a torvi ogni speranza, ammogliarmi, s'è d'uopo? ERNESTO È vero. DON PASQUALE Or bene, la sposa che v'offersi or sono due mesi, ve l'offro ancor. ERNESTO Non posso: amo Norina, la mia fede e impegnata. DON PASQUALE Si, con una spiantata. ERNESTO Rispettate una giovane povera, ma onorata e virtuosa. DON PASQUALE Siete proprio deciso? ERNESTO Irrevocabilmente. DON PASQUALE Or bene, pensate a trovarvi un alloggio. ERNESTO Cosi mi discacciate? DON PASQUALE La vostra ostinazione d'ogni impegno mi scioglie. Fate di provvedervi, io prendo moglie. ERNESTO Prender moglie? DON PASQUALE Si, signore ERNESTO Voi? DON PASQUALE Quel desso in carne ed ossa. ERNESTO Perdonate la sorpresa. DON PASQUALE Io prendo moglie. ERNESTO Oh, questa è grossa! Voi? DON PASQUALE L'ho detto e lo ripeto. Io, Pasquale da Corneto, possidente, qui presente, d'annunziarvi ho l'alto onore che mi vado ad ammogliar. ERNESTO Voi scherzate. DON PASQUALE Scherzo un corno. ERNESTO Si, si, scherzate. DON PASQUALE Lo vedrete al nuovo giorno. Sono, e vero, stagionato, ma ben molto conservato, e per forza e vigoria me ne sento da prestar. Voi, frattanto, signorino, preparatevi a sfrattar. ERNESTO (fra sè) Ci volea questa mania i miei piani a rovesciar! Sogno soave e casto de' miei prim'anni, addio. Bramai ricchezze e fasto solo per te, ben mio: povero, abbandonato, caduto in basso stato, pria che vederti misera, cara, rinunzio a te. DON PASQUALE (fra sè) Ma veh, che originale! Che tanghero ostinato! Adesso, manco male, mi par capacitato. Ben so dove gli duole, ma e desso che lo vuole, altri che se medesimo egli incolpar non può'! ERNESTO Due parole ancor di volo. DON PASQUALE Son qui tutto ad ascoltarvi. ERNESTO Ingannar si puote un solo: ben fareste a consigliarvi. Il dottore Malatesta e persona grave, onesta. DON PASQUALE L'ho per tale. ERNESTO Consultatelo. DON PASQUALE E già bello e consultato. ERNESTO Vi sconsiglia? DON PASQUALE Anzi al contrario, m'incoraggia, n'è incantato. ERNESTO Come? Come? Oh, questo poi... DON PASQUALE Anzi, a dirla qui fra noi, la... capite?... la zitella, ma... silenzio... è sua sorella. ERNESTO Sua sorella! Che mai sento? DON PASQUALE Sua sorella! ERNESTO Del dottore? DON PASQUALE Del dottor. ERNESTO (fra sè) Mi fa il destino mendico, perdo colei che adoro, in chi credevo amico discopro un traditor! D'ogni conforto privo, misero! A che pur vivo? Ah! non si da martoro eguale al mio martor! DON PASQUALE (fra sè) L'amico e bello e cotto, non osa far un motto, in sasso s'è cangiato, l'affoga il crepacuor. Si roda, gli sta bene, ha quel che gli conviene: impari lo sventato a fare il bell'umor. Scena Seconda (sala in casa de Norina) NORINA «Quel guardo il cavaliere in mezzo al cor trafisse; piego il ginocchio e disse: "Son vostro cavaliere." E tanto era in quel guardo sapor di paradiso, che il cavalier Riccardo, tutto d'amor conquiso, giuro che ad altra mai non volgeria il pensier.» Ah, ah! Ah, ah! So anch'io la virtù magica d'un guardo a tempo e loco, so anch'io come si bruciano i cori a lento foco; d'un breve sorrisetto conosco anch'io l'effetto, di menzognera lagrima, d'un subito languor. Conosco i mille modi dell'amorose frodi, i vezzi e l'arti facili per adescar un cor. Ho testa bizzarra, son pronta, vivace, brillare mi piace, mi piace scherzar. Se monto in furore di rado sto a segno, ma in riso lo sdegno fo presto a cangiar. E il dottor non si vede! Oh, che impazienza! Del romanzetto ordito a gabbar Don Pasquale, ond'ei toccommi in fretta, poco o nulla ho capito, d or l'aspetto... (Entra un servo con una lettera) La man d'Ernesto... io tremo. DOTTOR MALATESTA (entrano) Buone nuove, Norina. Il nostro stratagemma... NORINA Me ne lavo la mani. DOTTOR MALATESTA Come? Che fu? NORINA Leggete. DOTTOR MALATESTA (leggendo) «Mia Norina, vi scrivo colla morte nel cor. (Lo farem vivo.) Don Pasquale, aggirato da quel furfante... (Grazie!) da quella faccia doppia del dottore, sposa una sua sorella, mi scaccia di sua casa, mi disereda infine. Amor m'impone di rinunziare a voi. Lascio Roma oggi stesso, e quanto prima l'Europa. Addio. Siate felici. Questo e l'ardente mio voto. I1 vostro Ernesto.» Le solite pazzie! NORINA Ma s'egli parte! DOTTOR MALATESTA Non partirà, v'accerto. In quattro salti son da lui, della nostra trama lo metto a parte, ed ei rimane e con tanto di cor. NORINA Ma questa trama si può saper qual sia? DOTTOR MALATESTA A punire il nipote, che oppone alle sue voglie, Don Pasqual s'è deciso: prender moglie. NORINA Già mel diceste. DOTTOR MALATESTA Or bene, io, suo dottore, vistolo cosi fermo nel proposito, cambio tattica, e tosto, nell'interesse vostro e in quel d'Ernesto, mi pongo a secondarlo. Don Pasquale sa ch'io tengo al convento una sorella. Vi fo pasar per quella egli non vi conosce e vi presento pria ch'altri mi prevenga; vi vede e resta cotto. NORINA Va benissimo. DOTTOR MALATESTA Caldo, caldo vi sposa. Carlotto, mio cugino, ci farà da notaro. Al resto poi tocca pensare a voi. Lo fate disperar: il vecchio impazza. Lo abbiamo a discrezione... E allor... NORINA Basta. Ho capito. DOTTOR MALATESTA Va benone. NORINA Pronta io son; perch'io non manchi all'amor del caro bene, faro imbrogli, faro scene, so ben io quel ch'ho da far. DOTTOR MALATESTA Voi sapete se d'Ernesto sono amico, e ben gli voglio; solo tende il nostro imbroglio Don Pasquale a corbellar. NORINA Siamo intesi; prendo impegno. DOTTOR MALATESTA Io la parte ora v'insegno. NORINA Mi volete fiera o mesta? DOTTOR MALATESTA No, la parte non e questa. NORINA Ho da pianger, da gridar? DOTTOR MALATESTA State un poco ad ascoltar. Convien far la semplicetta. NORINA La semplicetta? DOTTOR MALATESTA Or la parte ecco v'insegno. NORINA Posso in questo dar lezione. DOTTOR MALATESTA Collo torto, bocca stretta. NORINA Or proviam quest'altra azione. Mi vergogno, son zitella, grazie, serva, signor si. DOTTOR MALATESTA Brava, brava, bricconcella! Va benissimo cosi. NORINA Vado, corro al gran cimento pieno ho il core d'ardimento; a quel vecchio, affè, la testa questa volta ha da girar. M'incomincio a vendicar. Quel vecchione rimbambito a' miei voti invan contrasta; io l'ho detto e tanto basta la saprò, la vo' spuntar. DOTTOR MALATESTA Si, corriamo al gran cimento, pieno ho il core d'ardimento. A quel vecchio, affè la testa questa volta ha da girar. Poco pensa Don Pasquale che boccon di temporale si prepara in questo punto sul suo capo a revesciar. Urla e fischia la bufera veggo il lampo, il tuono ascolto; la saetta tra non molto sentiremo ad iscoppiar.
ACTO I
Escena Primera (Sala en casa de Don Pasquale) DON PASQUALE Son las nueve; el doctor ya debería estar de vuelta. Silencio... me parece... fantasías... quizá el viento que sopló. ¡Qué pildorita, sobrinito, la que te estoy preparando! ¡Que me llamen don Asno si no te la hago tragar! DOCTOR MALATESTA ¿Se puede? DON PASQUALE Pasad, pasad... ¿Y pues? DOCTOR MALATESTA ¡Chitón, con prudencia! DON PASQUALE Me consume la impaciencia. ¿Y la novia? DOCTOR MALATESTA La encontré. DON PASQUALE ¡Gracias a Dios! DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Qué bobalicón! (a don Pasquale) Justo la que os hace falta. Escuchad, en dos palabras os haré el retrato. DON PASQUALE Soy todo ojos, todo oídos, mudo, escucharé sin decir palabra. DOCTOR MALATESTA Escuchad pues: Bella como un ángel en la tierra peregrino, fresca como la azucena que se abre al amanecer, ojos que hablan y ríen, mirada que los corazones conquista, cabellera que supera al ébano, y sonrisa hechicera. DON PASQUALE ¡Esposa tal! ¡Oh júbilo! No me cabe en el pecho el corazón. DOCTOR MALATESTA Alma inocente, ingenua, que a sí misma se ignora, modestia sin par, bondad que enamora, con los desvalidos piadosa, gentil, dulce, amorosa, el cielo la hizo nacer para hacer feliz un corazón. DON PASQUALE ¿Familia? DOCTOR MALATESTA Pudiente, honrada. DON PASQUALE ¿Se llama? DOCTOR MALATESTA Malatesta. DON PASQUALE ¿Acaso pariente suya? DOCTOR MALATESTA Algo lejana... Es mi hermana. DON PASQUALE ¡Oh, alegría! Y ¿cuándo verla me será concedido? DOCTOR MALATESTA Esta tarde, al anochecer. DON PASQUALE ¿Esta tarde? ¡Ahora, ahora! ¡Por caridad, doctor! DOCTOR MALATESTA Frenad vuestro ardor, tranquilizaos, calmaos, dentro de poco vendrá. DON PASQUALE ¿De veras? DOCTOR MALATESTA Preparaos y os la traeré. DON PASQUALE ¡Oh querido! DOCTOR MALATESTA Pero escuchadme... DON PASQUALE ¡No digáis más nada! DOCTOR MALATESTA Sí, pero... DON PASQUALE No hay pero que valga, o caeré muerto aquí mismo. Un fuego insólito en mí siento arder, que resistir ya no puedo más. De la vejez olvido los achaques, me siento joven como a los veinte años. ¡Eh! ¡Querida, date prisa!. ¡Ven, mujercita mía! De chiquillos media docena ya veo nacer, veo crecer, veo retozar. Me siento renacer. Ahora le hablaremos al sobrinito: verá lo que gana por ser tan testarudo. (entra Ernesto) ¡Aquí está! (a Ernesto) Llegas a tiempo. Iba a mandarte llamar. Siéntate. No trato de sermonearte, sólo te pido un minuto de atención. ¿Es verdad o no es verdad, que, hará unos dos meses, te ofrecí la mano de una doncella noble, rica y bella? ERNESTO Es verdad. DON PASQUALE ¿Y además prometí asignarte una buena pensión, y a mi muerte, darte todo lo que poseo? ERNESTO Es verdad. DON PASQUALE Te amenacé, en caso de negarte, con desheredarte y, para privarte de toda esperanza, casarme si fuera necesario? ERNESTO Es verdad. DON PASQUALE Pues bien, la esposa que te ofrecí hace dos meses te la ofrezco todavía. ERNESTO No puedo aceptar: amo a Norina, mi palabra está comprometida. DON PASQUALE Sí, con una pobretona. ERNESTO Respetad a una joven pobre, pero honrada y virtuosa DON PASQUALE ¿Estás totalmente decidido? ERNESTO Irrevocablemente. DON PASQUALE Pues bien, ya puedes pensar en buscar alojamiento. ERNESTO ¿Así que me echáis? DON PASQUALE Tu obstinación me libra de cualquier compromiso. Espabílate.... Yo me caso. ERNESTO ¿Os casáis? DON PASQUALE Sí, señor. ERNESTO ¿Vos? DON PASQUALE El mismo que viste y calza. ERNESTO Disculpad mi sorpresa. DON PASQUALE Yo me caso. ERNESTO ¡Ésta sí que es buena! ¿Vos? DON PASQUALE Te lo he dicho y lo repito. Yo, Pasquale da Corneto, propietario, aquí presente, tengo el honor de anunciar que me voy a casar. ERNESTO ¿Bromeáis? DON PASQUALE Bromear... ¡Un cuerno! ERNESTO Sí, sí, estáis bromeando. DON PASQUALE Mañana lo verás. Soy, es verdad, maduro, pero muy bien conservado, y con fuerza y vigor, estoy preparado para cortejar. Tú, entretanto, señorito, prepárate a desalojar. ERNESTO (para sí) ¡Sólo faltaba esta manía para mis proyectos desbaratar! Sueño suave y casto de mi juventud, adiós. Ambicioné riquezas y fiestas sólo para ti, bien mío. Pobre, abandonado, caído en desgracia, antes que verte en la miseria, querida, a ti renuncio. DON PASQUALE (para sí) ¡Mira, qué original! ¡Vaya un patán obstinado! Ahora, menos mal, parece haber comprendido. Sé bien cómo le duele, pero él se lo ha buscado, a nadie más que a sí mismo puede echar la culpa. ERNESTO Quiero agregar dos palabras. DON PASQUALE Aquí estoy para escucharte. ERNESTO Quizás estéis equivocado, haríais bien en solicitar un consejo. El doctor Malatesta es persona seria y honrada. DON PASQUALE Por tal le tengo. ERNESTO Consultadle. DON PASQUALE Ya le he consultado. ERNESTO ¿Y os lo desaconsejó? DON PASQUALE Todo lo contrario, me dio coraje... él está encantado. ERNESTO ¿Cómo? ¿Cómo? No es posible... DON PASQUALE Dicho sea entre nosotros, la...¿comprendes?... la muchacha... pero...silencio... es su hermana. ERNESTO ¡Su hermana! ¡Qué oigo! DON PASQUALE ¡Su hermana! ERNESTO ¿Del doctor? DON PASQUALE Del doctor. ERNESTO (para sí) ¡El destino me hace mendigo, pierdo a la que adoro y en quien creía mi amigo descubro a un traidor! De todo consuelo privado, ¡miserable! ¿Para qué vivir? ¡Ah, no hay un sufrimiento igual a mi martirio! DON PASQUALE (para sí) Nuestro amigo está anonadado, no osa decir ni una palabra, ha quedado paralizado, le ahoga la congoja. Que rabie, le viene bien, tiene lo que se merece: así aprende el calavera a hacerse el gracioso. Escena Segunda (Una sala en casa de Norina) NORINA «Aquella mirada al caballero en mitad del corazón hirió; dobló la rodilla y dijo: "Soy vuestro caballero." Y tanto había en aquella mirada del aroma del paraíso, que el caballero Ricardo, por el amor conquistado, juró que jamás a ninguna otra dirigiría su pensamiento.» ¡Ja! ¡Ja! ¡Ja! ¡Ja! También yo conozco la magia de una mirada en el momento oportuno, también yo sé cómo se abrasan los corazones a fuego lento; de una breve sonrisa también conozco el efecto, el de una engañosa lágrima, el de una súbita languidez. Conozco los mil modos del amoroso juego, los melindres y fáciles artificios para halagar un corazón. Soy caprichosa, soy ágil y vivaz, brillar me place, me gusta bromear. Si monto en cólera, es raro si me contengo, mas en risa el enojo me apresuro a cambiar. ¡Y el doctor no aparece! ¡Oh, qué impaciencia! De la falacia urdida para embaucar a don Pasquale, me habló tan apresurado que poco o nada comprendí, y ahora le espero... (Entra un criado y le entrega una carta.) Es la letra de Ernesto... tiemblo DOCTOR MALATESTA (entrando) ¡Buenas noticias, Norina! Nuestra estratagema... NORINA Me lavo las manos. DOCTOR MALATESTA ¿Cómo? ¿Qué sucedió? NORINA Lee. DOCTOR MALATESTA (leyendo) «Norina mía, te escribo con la muerte en el corazón.» Le reviviremos. «Don Pasquale, embrollado por aquel farsante, (¡Gracias!) por ese medicucho... ... se casa con una hermana suya, me echa de su casa y, finalmente, me deshereda. El amor me impone renunciar a ti. Dejo Roma hoy mismo, y cuanto antes Europa. Adiós. Sé feliz. Este es mi ardiente voto. Tuyo, Ernesto.» ¡Las tonterías de siempre! NORINA Pero, ¿y si se va? DOCTOR MALATESTA No se irá, te lo aseguro. En cuatro saltos estaré a su lado, de nuestra intriga lo pondré al tanto, y quedará con el corazón contento. NORINA Pero esta intriga ¿se puede saber de qué se trata? DOCTOR MALATESTA Para castigar al sobrino, que se opone a sus deseos, don Pasquale ha decidido casarse. NORINA Ya me lo dijisteis. DOCTOR MALATESTA Pues bien, yo, su doctor, viéndole tan firme en su propósito, cambio de táctica, y rápido, en tu interés y en el de Ernesto, comienzo a secundarle. Don Pasquale sabe que yo tengo una hermana en un convento. Te hago pasar por ella, él no te conoce, y te presento antes de que otro se me adelante; te ve y se enamora. NORINA Muy bien. DOCTOR MALATESTA Rápidamente se casa contigo. Carlotto, mi primo, hará de notario. El resto te corresponde a ti. Lo haces desesperar: el viejo enloquece. Lo tenemos en nuestras manos... Entonces... NORINA Basta. Comprendo. DOCTOR MALATESTA Está bien. NORINA Estoy dispuesta; siempre que no manche el amor de mi amado, urdiré embrollos, haré escenas, sé bien lo que debo hacer. DOCTOR MALATESTA Sabes que de Ernesto soy amigo y que le quiero; lo que pretende nuestro embrollo es a don Pasquale burlar. NORINA De acuerdo; me comprometo a ello. DOCTOR MALATESTA Ahora te enseñaré tu papel. NORINA ¿Me quieres altiva o dócil? DOCTOR MALATESTA No, el papel no es ése. NORINA ¿He de llorar o gritar ? DOCTOR MALATESTA Escúchame. Te conviene hacerte la tonta. NORINA ¿La tonta? DOCTOR MALATESTA Ahora te enseñaré el papel. NORINA En eso puedo dar lecciones. DOCTOR MALATESTA La cabeza, de lado; la boca cerrada. NORINA Ahora probemos esto otro. Me avergüenzo, soy doncella, gracias, servidora, sí señor. DOCTOR MALATESTA ¡Bravo, bravo, bribonzuela! Así está muy bien. NORINA Voy, me dispongo al gran acontecimiento, pleno el corazón de audacia; a aquel viejo, a fe mía, la cabeza haré bajar. Empiezo a vengarme. Ese vejestorio atontado a mis deseos se opone en vano; lo he dicho y basta, sabré salirme con la mía. DOCTOR MALATESTA SÍ, dispongámonos al acontecimiento, pleno el corazón de audacia; a aquel viejo, a fe mía, la cabeza haré bajar. Poco se imagina don Pasquale la preciosidad de tormenta que se prepara en estos momentos a desatarse sobre su cabeza. Ulula y silba el huracán, veo el rayo, el trueno escucho; pronto oiremos la tormenta estallar.
ATTO II
(sala in casa de Don Pasquale) ERNESTO Povero Ernesto! Dallo zio cacciato, da tutti abbandonato; mi restava un amico discopro in lui, che a' danni miei congiura. Perder Norina, oh Dio! Ben feci a lei d'esprimere in un foglio i sensi miei. Ora in altra contrada i giorni grami a trascinar si vada. Cercherò lontana terra dove gemer sconosciuto; la vivrò col cuore in guerra deplorando il ben perduto; ma né sorte a me nemica, né frapposti monti e mar, ti potranno, o dolce amica, dal mio core cancellar. E se fia che ad altro oggetto tu rivolga un giorno il core, se mai fia che un nuovo affetto spenga in te l'antico ardore, non temer che un infelice te spergiura accusi al ciel; se tu sei, ben mio, felice, sara pago il tuo fedel. (don Pasquale e un servo.) DON PASQUALE Quando avrete introdotto il dottor Malatesta e chi e con lui, ricordatevi bene, nessuno ha più da entrar: guai se lasciate rompere la consegna! Adesso andate. Per un uom sui settanta... zitto, che non mi senta la sposina convien dir che son lesto e ben portante. Con questo boccon poi di toilette... Alcun viene... Eccoli. A te me raccomando, Imene. (le dottore e Norina entrano) DOTTOR MALATESTA Via, coraggio. NORINA Reggo appena. Tremo tutta... DOTTOR MALATESTA V'inoltrate. NORINA Ah fratel, non mi lasciate. DOTTOR MALATESTA Non temete. NORINA Per pietà! DOTTOR MALATESTA (a don Pasquale) Fresca uscita di convento. natural è il turbamento. Per natura un po' selvatica, mansuefarla a voi si sta. Mosse, voce, portamento, tutto è in lei semplicità. DON PASQUALE Mosse, voce, portamento, tutto e in lei semplicità. La dichiaro un gran portento se risponde la beltà. NORINA (fra sè) Sta a vedere, vecchio matto, ch'or ti servo come va. (a Malatesta) Ah, fratello! DOTTOR MALATESTA Non temete. NORINA A star sola mi fa male. DOTTOR MALATESTA Cara mia, sola non siete; ci son io, c'è Don Pasquale... NORINA Come? Un uomo! Ah, me meschina! Presto, andiamo, fuggiamo di qua. DON PASQUALE Dottore, dottore! Come è cara e modestina nella sua semplicità! DOTTOR MALATESTA (fra sè) Com'è scaltra, malandrina! Impazzire lo farà! (a Norina) Non abbiate paura, è Don Pasquale, padrone e amico mio, il re dei galantuomini. Rispondete al saluto. NORINA Grazie, serva. DON PASQUALE Oh ciel! Che bella mano! DOTTOR MALATESTA (fra sè) E già cotto a quest'ora. NORINA (fra sè) Oh, che baggiano! DOTTOR MALATESTA (a don Pasquale) Che ne dite? DON PASQUALE È un incanto, ma quel velo... DOTTOR MALATESTA Non oseria, son certo, a sembiante scoperto parlare a un uom. Prima l'interrogate, poscia vedrem. DON PASQUALE Capisco, andiam, coraggio... (a Norina) Posto ch'ho l'avvantaggio... anzi il signor fratello... il dottor Malatesta... cioè volevo dir... DOTTOR MALATESTA (a Norina) Rispondete. NORINA Son serva, mille grazie. DON PASQUALE Volea dir ch'alla sera la signora amerà la compagnia. NORINA Nient'affatto. Al convento si stava sempre sole. DON PASQUALE Qualche volta al teatro. NORINA Non so che cosa sia, né saper bramo. DON PASQUALE Sentimenti ch'io lodo. Ma il tempo uopo è passarlo in qualche modo. NORINA Cucire, ricamar, far la calzetta, badare alla cucina, il tempo passa presto. DOTTOR MALATESTA (fra sè) Ah, malandrina! DON PASQUALE Fa proprio al caso mio. Quel vel, per carita! DOTTOR MALATESTA Cara Sofronia, rimovete quel velo. NORINA Non oso... in faccia a un uom. DOTTOR MALATESTA Ve lo comando. NORINA (alzandosi il velo) Obbedisco, fratel. DON PASQUALE Misericordia! DOTTOR MALATESTA Che fu? Dite... DON PASQUALE Una bomba in mezzo al core. Per carita, dottore, ditele se mi vuole. Mi mancan le parole. Sudo, agghiaccio, son morto. DOTTOR MALATESTA (a don Pasquale) Via, coraggio, mi sembra ben disposta, ora le parlo. (a Norina) Sorellina mia cara, dite... vorreste... in breve, quel signore... vi piace? NORINA A dirlo ho soggezione... DOTTOR MALATESTA Coraggio. NORINA Si (fra sè) Sei pure il gran babbione! DOTTOR MALATESTA Consente. È vostra. DON PASQUALE Oh giubilo! Beato me! NORINA (fra sè) Te n'avvedrai fra poco! DON PASQUALE Or presto, pel notaro. DOTTOR MALATESTA Per tutti i casi d'abili, ho tolto meco il mio ch'è in anticamera. Or l'introduco... DON PASQUALE Oh caro, quel dottor pensa a tutto. DOTTOR MALATESTA Ecco il notaro. (il notaro, entrano) Fra da una parte et cetera. Sofronia Malatesta, domiciliata et cetera, con tutto quel che resta; e d'altra parte et cetera, Pasquale da Corneto et cetera. NOTARO Et cetera. DOTTOR MALATESTA Coi titoli secondo il consueto... NOTARO Et cetera. DOTTOR MALATESTA Entrambi qui presenti, volenti e consenzienti. NOTARO ...enti... DOTTOR MALATESTA Un matrimonio in regola a stringere si va. DON PASQUALE Avete messo? NOTARO Ho messo. DON PASQUALE Sta ben. Scrivete appresso. Il qual prefato et cetera, di quanto egli possiede di mobili ed immobili, dona tra i vivi e cede alla suddetta et cetera, sua moglie dilettissima, fin d'ora la metà. NOTARO Sta scritto. DON PASQUALE E intende ed ordina che sia riconosciuta, in questa casa e fuori, padrona ampia, assoluta, e sia da tutti e singoli di casa riverita, servita ed obbedita con zelo e fedeltà. DOTTOR MALATESTA, NORINA Rivela il vostro core quest'atto di bontà. NOTARO Steso e il contratto. Le firme... DON PASQUALE Ecco la mia. DOTTOR MALATESTA Cara sorella, or via, si tratta di segnar. NOTARO Non vedo i testimoni, un solo non può star. ERNESTO (fuori) Indietro, mascalzoni, indietro; io voglio entrar. NORINA (fra sè) Ernesto! Or veramente mi viene da tremar! DOTTOR MALATESTA (fra sè) Ernesto! E non sa niente; può tutto rovinar! DON PASQUALE Mio nipote! ERNESTO (entra) Pria di partir, signore, vengo per dirvi addio, e come un malfattore mi vien conteso entrar! DON PASQUALE S'era in faccende: giunto però voi sete in punto. A fare il matrimonio mancava un testimonio. Giunto voi siete in punto. Or venga la sposina! ERNESTO (fra sè) Che vedo? O ciel, Norina! Mi sembra di sognar! Ma questo non può star. DOTTOR MALATESTA (a Ernesto, sottovoce) Per carita, sta zitto, ci vuoi precipitar! DON PASQUALE La sposa è quella! ERNESTO Sofronia! Sua sorella! Comincio ad impazzare! NORINA Adesso veramente mi viene da tremare. DOTTOR MALATESTA (a Ernesto) Ah figliol, non mi far scene, tutto per tuo bene. Se vuoi Norina perdere non hai che a seguitar. Seconda la commedia, sta cheto e lascia far. DON PASQUALE Gli cuoce, compatitelo; lo vo' capacitare. DOTTOR MALATESTA Questo contratto, adunque, si vada ad ultimar. NOTARO Siete marito e moglie. DON PASQUALE Mi sento liquefar. NORINA, DOTTOR MALATESTA Va il bello a incominciar. DON PASQUALE (abbracciando a Norina) Carina! NORINA Adagio un poco, calmate quel gran foco. Si chiede pria licenza. DON PASQUALE Me l'accordate? NORINA No. ERNESTO Ah! Ah! DON PASQUALE Che c'è da ridere, impertinente? Partite subito. Immantinente, via, fuor di casa... NORINA Oibò! Modi villani e rustici che tollerar non so. (a Ernesto) Restate. Altre maniere apprender vi saprò. DON PASQUALE Dottore ! DOTTOR MALATESTA Don Pasquale! DON PASQUALE È un'altra. DOTTOR MALATESTA Son di sale! NORINA, ERNESTO In fede mia, dal ridere frenarmi più non so. DON PASQUALE Che vorrà dir? DOTTOR MALATESTA Calmatevi. Sentire mi farò. NORINA Un uom qual voi decrepito, qual voi pesante e grasso condur non può una giovane decentemente a spasso. Bisogno ho d'un braciere. (guardando a Ernesto) Sarà mio cavaliere. DON PASQUALE Oh, questo poi, scusatemi, oh, questo non può star. NORINA Perchè? DON PASQUALE Perchè nol voglio. NORINA Non lo volete? DON PASQUALE No. NORINA No? Idolo mio, vi supplico scordar questa parola; voglio, per vostra regola, voglio, lo dico io sola. DON PASQUALE Dottore... NORINA Tutti obbedir qui devono, io sola ho a comandar. DOTTOR MALATESTA (fra sè) Ecco il momento critico. DON PASQUALE Ma... NORINA Non voglio repliche. ERNESTO (fra sè) Vediamo che sa far. DON PASQUALE Costui... NORINA Che, ma? DON PASQUALE ... non può. NORINA Taci, buffone! Zitto! Provato a prenderti finora ho colle buone. Saprò, se tu mi stuzzichi, le mani adoperar. DON PASQUALE Ah! Sogno, veglio? ...Cos'è stato? DOTTOR MALATESTA (fra sè) Il rimasto là impietrato. Sembra un uom cui manca il fiato. ERNESTO, NORINA (fra sè) Veglio o sogni, non sa bene. Non ha sangue nelle vene. DON PASQUALE Calci?... Schiaffi? Brava! Bene! ERNESTO (fra sè) Or l'intrico, manco male, incomincio a decifrar. DOTTOR MALATESTA Via, coraggio, Don Pasquale, non vi state a sgomentar. DON PASQUALE (fra sè) Buon per me che m'ha avvisato. Or vedrem che cosa avviene! Bada bene, Don Pasquale, ch'è una donna a far tremar. NORINA (a don Pasquale) Or l'amico, manco male, si potrà capacitar. Riunita immantinente la servitù qui voglio. DON PASQUALE (fra sè) Che vuol dalla mia gente? (tre servi entrano.) DOTTOR MALATESTA (fra sè) Or nasce un altro imbroglio. NORINA Tre in tutto! Va benissimo c'è poco da contar. A voi. Da quanto sembrami voi siete il maggiordomo. Subito v'incomincio la paga a raddoppiar. Ora attendete agli ordini che mi dispongo a dar. Di servitù novella pensate a provvedermi. Sia gente fresca e bella, tale da farci onor. DON PASQUALE Poi quando avrà finito... NORINA Non ho finito ancor. Di legni un paio sia domani in scuderia; quanto ai cavalli poi, lascio la scelta a voi. DON PASQUALE Bene. DOTTOR MALATESTA Meglio. - NORINA La casa e mal disposta. DON PASQUALE La casa? NORINA La vo' rifar di posta; son anticaglie i mobili, si denno rinnovar. Vi son mille altre cose urgenti, imperiose: un parrucchiere a scegliere, un sarto, un gioielliere. Fate le cose in regola, non ci facciam burlar. DOTTOR MALATESTA Vedi... senti... meglio... Che te ne par? DON PASQUALE Avete ancor finito? Ma dico... Sto quasi per schiattar. DOTTOR MALATESTA, ERNESTO (fra sè) Comincia a lampeggiar. DON PASQUALE Chi paga? NORINA Oh bella! Voi. DON PASQUALE A dirla qui fra noi, non pago mica. NORINA No? DON PASQUALE No! Sono o non son padrone? NORINA Mi fate compassione. Padrone ov'io comando? DOTTOR MALATESTA Sorella. NORINA Or, or vi mando... Siete un villano, un tanghero. Un pazzo temerario... ERNESTO Bene! DON PASQUALE E vero, v'ho sposata. DOTTOR MALATESTA Per carita, cognato. NORINA Che presto alla ragione rimettere saprò. ERNESTO (fra sè) Il cielo su rannuvola, comincia a lampeggiar. DON PASQUALE Son tradito, beffeggiato. Mille furie ho dentro il petto. Quest'inferno anticipato non lo voglio sopportar. Dalla rabbia e dal dispetto s son vicino a soffocar. NORINA (a Ernesto) Or t'avvedi, core ingrato, che fu ingiusto il tuo sospetto; solo amor m'ha consigliato questa parte a recitar. Don Pasquale, poveretto! é vicino ad affogar. ERNESTO Sono, o cara, sincerato, momentaneo fu il sospetto. Solo amor t'ha consigliato questa parte a recitar. DOTTOR MALATESTA Siete un poco riscaldato; mio cognato; andate a letto. (fra sè) Son stordito son sdegnato, l'ha costei con me da far. (A Norina e Ernesto) Attenzione, che il poveretto non vi vegga amoreggiar.
ACTO II
(En una sala en la casa de Don Pasquale) ERNESTO ¡Pobre Ernesto! Por el tío echado, por todos abandonado; me quedaba un amigo y descubro que él contra mí conspira. ¡Perder a Norina, oh Dios! Hice bien en expresarle en una carta mis sentimientos. Ahora, a otras tierras mis desventurados días iré a terminar. Buscaré una tierra lejana donde, ignorado, gemir; allí con el corazón viviré en angustia, deplorando mi perdido bien; pero, ni la suerte adversa, ni los montes que nos separan, ni el mar, podrán, dulce amiga, de mi corazón borrarte. Y si acaso a otro objeto diriges un día tu corazón, si acaso otro afecto apaga en ti el antiguo ardor, no temas que de perjurio te acuse al cielo; sí, tú eres, mi bien, feliz, tu fiel amante satisfecho estará. (Entra don Pasquale con un criado.) DON PASQUALE Cuando entren el doctor Malatesta y quien viene con él, recuerda bien, nadie más debe entrar: ¡pobre de ti si rompes la consigna! Ahora vete. Para un hombre que ronda los setenta... silencio, que no escuche la novia, convengamos que estoy ágil y con buen aspecto. Además, con estas hermosísimas galas... Alguien viene... Aquí llegan.. A ti me encomiendo, Himeneo. (Entran el doctor y Norina, con un velo.) DOCTOR MALATESTA Vamos, coraje. NORINA Apenas me sostengo. Tiemblo toda... DOCTOR MALATESTA Adelante. NORINA ¡Ah, hermano mío, no me dejes! DOCTOR MALATESTA No temas. NORINA ¡Por piedad! DOCTOR MALATESTA (a don Pasquale) Recién salida del convento, es natural su turbación. De naturaleza asustadiza, a vos os corresponde educarla. Ademanes, voz, porte, todo en ella es sencillez. DON PASQUALE Ademanes, voz, porte, todo en ella es sencillez. Será portento, si le corresponde su belleza. NORINA (para sí) Vas a ver, viejo loco, cómo te arreglo yo. (a Malatesta) ¡Ah, hermano! DOCTOR MALATESTA No temas. NORINA Estar sola me hace mal. DOCTOR MALATESTA Querida mía, no estás sola; aquí estoy yo, está don Pasquale... NORINA ¿Cómo? ¡Un hombre! ¡Ah, pobre de mí! ¡Rápido, vamos, huyamos de aquí! DON PASQUALE ¡Doctor, doctor! ¡Qué adorable es, tan modesta en su sencillez! DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Qué astuta es la pícara! ¡Le hará enloquecer! (a Norina) No tengas miedo, es don Pasquale, un señor amigo mío, de gran caballerosidad. Contesta a su saludo. NORINA Gracias, servidora. DON PASQUALE ¿Oh cielos! ¡Qué hermosa mano! DOCTOR MALATESTA (para sí) Ya está embaucado. NORINA (para sí) ¡Menudo bobalicón! DOCTOR MALATESTA (a don Pasquale) ¿Qué me dice? DON PASQUALE Es un encanto, pero ese velo.. DOCTOR MALATESTA No osaría, estoy seguro, a cara descubierta, hablar con un hombre. Primero interrogadla, después ya veremos... DON PASQUALE Entiendo, vamos, valor... (a Norina) Puesto que me es concedido el honor... pues el señor hermano... el doctor Malatesta... O sea, quería decir... DOCTOR MALATESTA (a Norina) Respóndele. NORINA Servidora vuestra, gracias. DON PASQUALE Quería decir que por la noche, a la señora le gustará tener compañía. NORINA En absoluto. En el convento estábamos siempre solas. DON PASQUALE ¿Irías de vez en cuando al teatro? NORINA No sé qué es eso, ni deseo saberlo. DON PASQUALE Sentimientos que alabo. Pero el tiempo es menester pasarlo de algún modo. NORINA Coser, bordar, hacer calceta, ocuparse de la cocina, el tiempo rápido... DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Ah, qué pícara! DON PASQUALE Justo lo que yo necesitaba. ¡Ese velo, por caridad! DOCTOR MALATESTA Querida Sofronia, levántate el velo. NORINA No me atrevo... delante de un hombre. DOCTOR MALATESTA ¡Te lo ordeno! NORINA (levantándose el velo) Obedezco, hermano. DON PASQUALE ¡Misericordia! DOCTOR MALATESTA ¿Qué sucede? Dígame... DON PASQUALE Una bomba en medio del corazón. Por caridad, doctor, pregúntele si me quiere. Me faltan las palabras. Sudo, me hielo, me muero... DOCTOR MALATESTA (a don Pasquale) Vamos, valor, me parece bien dispuesta. Ahora mismo le hablaré. (a Norina) Querida hermanita mía, dime... ¿querrías... en una palabra, este señor... te gusta? NORINA No me atrevo a decirlo... DOCTOR MALATESTA Valor. NORINA Sí. (Para sí) ¡Es el más grande de los bobalicones! DOCTOR MALATESTA Consiente. Es suya.. DON PASQUALE ¡Oh, qué alegría! ¡Soy dichoso! NORINA (Para sí) ¡Pronto te vas a enterar! DON PASQUALE Ahora rápido, vayamos al notario. DOCTOR MALATESTA Por lo que pudiera pasar, e traído el mío, que está en la antesala. Lo haré pasar... DON PASQUALE ¡Oh querido doctor, estáis en todo! DOCTOR MALATESTA Aquí está el notario. (Al notario que ha entrado) Por una parte, etcétera. Sofronia Malatesta, domiciliada, etcétera, y todo lo demás; y por otra parte, etcétera, Pasquale da Corneto, etcétera. NOTARIO Etcétera. DOCTOR MALATESTA Con los títulos consuetudinarios... NOTARIO Etcétera. DOCTOR MALATESTA Ambos aquí presentes por su propia voluntad y consentimiento. NOTARIO ... entes... DOCTOR MALATESTA Un matrimonio en regla convienen en contraer. DON PASQUALE ¿Lo ha escrito? NOTARIO Lo he escrito. DON PASQUALE Está bien. Escriba a continuación. El antedicho, etcétera, de todo lo que posee, en bienes muebles e inmuebles, dona en vida y cede a la susodicha, etcétera, su dilectísima esposa, a partir de ahora, la mitad. NOTARIO Queda escrito. DON PASQUALE Y ordena y manda que sea reconocida, en esta casa y fuera de ella, como dueña total y absoluta, y sea por todos y por cada uno de los de la casa reverenciada, servida y obedecida con celo y fidelidad. DOCTOR MALATESTA, NORINA Este acto muestra su corazón pleno de bondad . NOTARIO El contrato está listo. Las firmas... DON PASQUALE Ahí va la mía. DOCTOR MALATESTA Querida hermana, vamos, se trata de firmar. NOTARIO No veo a los testigos, con uno solo no basta. ERNESTO (fuera) Atrás, sinvergüenzas, atrás; quiero entrar. NORINA (para sí) ¡Ernesto! ¡Ahora verdaderamente me viene el temblor! DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Ernesto! ¡El no sabe nada; lo puede echar todo a perder! DON PASQUALE ¡Mi sobrino! ERNESTO (entrando) ¡Antes de partir, señor, vengo para decirle adiós, y como si fuera un malhechor, se me impide entrar! DON PASQUALE Estábamos ocupados. Has llegado, sin embargo, a punto. Para cerrar el matrimonio, faltaba un testigo. Llegaste a punto. ¡Que se acerque la novia! ERNESTO (para sí) ¿Qué es lo que veo? ¡Oh cielos, Norina! ¡Debo estar soñando! ¡No puede ser! DOCTOR MALATESTA (a Ernesto en voz baja) Por favor, cállate, ¡lo vas a estropear todo! DON PASQUALE ¡Aquí está la novia! ERNESTO ¡Sofronia! ¡Su hermana! ¡Empiezo a enloquecer! NORINA ¡Ahora verdaderamente me viene el temblor! DOCTOR MALATESTA (a Ernesto) ¡Ah! Hijo mío, no me hagas escenas, todo es por tu bien. Si quieres perder a Norina, no tienes más que continuar. Sigue la comedia, quédate callado y deja hacer. DON PASQUALE Le duele, compadézcanlo; yo le haré recapacitar. DOCTOR MALATESTA Terminemos de una vez con el contrato. NOTARIO Sois marido y mujer. DON PASQUALE Siento que me derrito. NORINA, DOCTOR MALATESTA Ahora viene lo bueno. DON PASQUALE (intentando abrazar a Norina) ¡Cariño! NORINA Poco a poco, calmad esa fogosidad. Primero hay que pedir permiso. DON PASQUALE ¿Me lo permites? NORINA No. ERNESTO ¡Ja! ¡Ja! DON PASQUALE ¿De qué te ríes, impertinente? ¡Márchate en seguida, inmediatamente, vamos, fuera de mi casa!... NORINA ¡Vaya! Esos son modales ordinarios y groseros que no puedo tolerar. (a Ernesto) ¡Quédate!... Otras maneras le haré aprender. DON PASQUALE ¡Doctor!... DOCTOR MALATESTA ¡Don Pasquale! DON PASQUALE ¡Es otra! DOCTOR MALATESTA ¡Estoy perplejo! NORINA, ERNESTO ¡A fe mía, que me es imposible contener la risa! DON PASQUALE ¿Qué significa todo esto? DOCTOR MALATESTA Cálmese. Me voy a hacer oír. NORINA Un hombre decrépito como vos, lacio y gordo, no puede conducir decentemente a una joven de paseo. Necesito un acompañante. (Señalando a Ernesto) Él será mi caballero. DON PASQUALE Oh, esto, excusadme, oh, esto no puede ser. NORINA ¿Por qué? DON PASQUALE Porque no quiero. NORINA ¿No queréis? DON PASQUALE No. NORINA ¿No? Ídolo mío, os suplico que olvidéis esta palabra: "quiero" para nuestro buen entendimiento, quiero, lo digo solamente yo. DON PASQUALE Doctor... NORINA Todos aquí deben obedecer, yo sola voy a mandar. DOCTOR MALATESTA (para sí) Llegó el momento crítico. DON PASQUALE Pero... NORINA ¡No quiero réplicas! ERNESTO (para sí) Veamos cómo se las arregla. DON PASQUALE Este individuo... NORINA ¿Qué? DON PASQUALE ... no puede. NORINA ¡Cállate, bufón! ¡Silencio! Hasta ahora lo intenté por las buenas. Sabré, si me provocáis, usar las manos. DON PASQUALE ¡Ah! Sueño, ¿verdad?... ¿Está jugando? DOCTOR MALATESTA (para sí) Se ha quedado petrificado, parece un hombre que se quedó sin aire. ERNESTO, NORINA (para sí) Si sueña o está despierto no se sabe. Parece que no tuviera sangre en las venas. DON PASQUALE ¿Puntapiés?... ¿Bofetones? ¡Brava! ¡Bien! ERNESTO (para sí) Ah, menos mal que empiezo a comprender la intriga. DOCTOR MALATESTA ¡Valor, coraje, don Pasquale, no se amilane! DON PASQUALE (para sí) Al menos me ha avisado. Veremos qué sucede ahora. Alerta, don Pasquale, que es una mujer temible. NORINA (a don Pasquale) Ahora, por lo menos, podréis reflexionar. ¡Reunida inmediatamente quiero aquí a la servidumbre! DON PASQUALE (para sí) ¿Qué querrá de mi gente? (Entran su mayordomo y dos criados.) DOCTOR MALATESTA (para sí) Ahora comienza otro embrollo. NORINA ¡Tres en total! Perfecto, no hay mucho que contar. Vos, por lo que veo, sois el mayordomo. Empiezo por doblarte inmediatamente la paga. Ahora atiendan a las órdenes que les voy a dar. Procuren proveerme de nueva servidumbre. Que sea gente joven y hermosa, que haga honor a la casa. DON PASQUALE Cuando hayas terminado... NORINA ¡No terminé aún! Dos carruajes deberá haber mañana en las caballerizas; en cuanto a los caballos, a vos os dejo la elección. DON PASQUALE Bien. DOCTOR MALATESTA Mejor... NORINA La casa esta mal arreglada. DON PASQUALE ¿La casa? NORINA Quiero arreglarla; los muebles son antiguallas, deben renovarse. Hay otras mil cosas, urgentes e imperiosas: elegir un peluquero, un modisto, un joyero. Hagan las cosas como es debido, no vayamos a hacer el ridículo. DOCTOR MALATESTA Lo ves... oyes... mejor... ¿Qué os parece? DON PASQUALE ¿Has terminado ya? Digo... Estoy casi por estallar. DOCTOR MALATESTA, ERNESTO (para sí) Comienza a relampaguear. DON PASQUALE ¿Quién pagará? NORINA ¡Oh, qué bien! Vos. DON PASQUALE Dicho sea entre nosotros, ¡Yo no pago nada! NORINA ¿No? DON PASQUALE ¡No! ¿Soy o no soy el dueño? NORINA Me das lástima. ¿Dueño vos donde mando yo? DOCTOR MALATESTA Hermana... NORINA Ahora yo soy quien manda... Eres un villano, un necio, un loco temerario... ERNESTO ¡Muy bien! DON PASQUALE Es verdad, estamos casados. DOCTOR MALATESTA Por favor, cuñado. NORINA Pronto sabré poneros en razón. ERNESTO (para sí) El cielo se está nublando, comienza a relampaguear. DON PASQUALE He sido traicionado y burlado. Mil furias tengo en el pecho. Este infierno anticipado no lo quiero soportar. De rabia y de despecho, estoy a punto de ahogarme. NORINA (a Ernesto) Advierte ahora, corazón ingrato, que tu sospecha era infundada; sólo el amor me ha llevado a representar este papel. ¡Don Pasquale, pobrecillo, está a punto de ahogarse! ERNESTO Estoy, oh querida, convencido. Momentánea fue la sospecha. Sólo el amor te ha llevado a representar este papel. DOCTOR MALATESTA Estás un poco acalorado cuñado mío, ve a la cama. (para sí) Esta indignado, aturdido, luego la pagará conmigo. (A Norina y Ernesto) Cuidado, que el pobrecito no os vea flirtear.
ATTO III
Scena Prima (sala come l'atto secondo) SERVI I diamanti, presto, presto. La cuffiara. Venga avanti. In carrozza tutto questo. I1 ventaglio, il velo, i guanti. I cavalli sul momento ordinate d'attaccar. DON PASQUALE Che marea, che stordimento! E una casa da impazzar! Vediamo: alla modista cento scudi. Obbligato! Al carrozziere seicento. Poca roba! Novecento e cinquanta al gioielliere. Per cavalli... Al demonio i cavalli, i mercanti e il matrimonio! Per poco che la duri in questo modo, mio caro Don Pasquale, a rivederci presto all'ospedale. Che cosa vorrà dir questa gran gala? Uscir sola a quest'ora, nel primo di di nozze? Debbo oppormi a ogni costo ed impedirlo. Ma... si fa presto a dirlo. Colei ha certi occhiacci, certo far da sultana... Ad ogni modo vo' provarmi. Se poi fallisse il tentativo...Eccola; a noi. (A Norina, qui entra) Signorina, in tanta fretta, dove va vorrebbe dirmi? NORINA E una cosa presto detta: al teatro a divertirmi. DON PASQUALE Ma il marito, con sua pace, non voler potria talvolta... NORINA Il marito vede e tace, quando parla non s'ascolta. DON PASQUALE A non mettermi al cimento, signorina, la consiglio; vada in camera al momento, ella in casa resterà. NORINA A star cheto e non far scene per mia parte lo scongiuro. Vada a letto, dorma bene, poi doman si parlerà. DON PASQUALE Non si sorte. NORINA Veramente? DON PASQUALE Sono stanco. NORINA Sono stufa. DON PASQUALE Civettella! NORINA Impertinente! (schiaffo) Prendi su, che ben ti sta! DON PASQUALE (fra sè) È finita. Don Pasquale, hai bel romperti la testa. Altro a fare non ti resta che d'andarti ad affogar. NORINA (fra sè) È duretta la lezione, ma ci vuole a far l'effetto. Or bisogna del progetto la vittoria assicurar. (a don Pasquale) Parto dunque... DON PASQUALE Parta pure, ma non faccia più ritorno. NORINA Ci vedremo al nuovo giorno. DON PASQUALE Porta chiusa troverà. NORINA Via, caro sposino, non farmi il tiranno, sii dolce, bonino, rifletti all'età. Va a letto, bel nonno, sia cheto il tuo sonno; per tempo a svegliarti la sposa verrà. (Norina esce) DON PASQUALE Divorzio! Divorzio! Che letto, che sposa! Peggiore consorzio di questo non v'ha. Oh! Povero sciocco! Se duri in cervello con questo martello miracol sarà! (prende il foglio) Qualche nota di cuffie e di merletti che la signora qui lascio per caso. «Adorata Sofronia.» Ehi! Ehi! Che affare è questo! «Fra le nove e le dieci della sera sarò dietro il giardino, dalla parte che guarda a settentrione. Per maggior precauzione fa, se puoi, d'introdurmi per la porta segreta. A noi ricetto daran securo l'ombre del boschetto. Mi scordavo di dirti che annunzierò cantando il giunger mio Mi raccomando. Il tuo fedele. Addio.» Questo e troppo; costei mi vuol morto arrabbiato! Ah! non ne posso più, perdo la testa! (a gli servi) Si chiami Malatesta. Correte dal dottore, ditegli che sto mal, che venga tosto. O crepare o finirla ad ogni costo. SERVI Che interminabile andirivieni! Non posso reggere, rotte ho le reni, tin, tin di qua, ton, ton di là, in pace un attimo giammai si sta. Ma... casa buona, montata in grande. Si spende e spande; c'è da scialar. Finito il pranzo vi furon scene. Comincian presto. Contate un po'. Dice il marito «Restar conviene.» Dice la sposa «Sortir io vo'.» Il vecchio sbuffa, segue baruffa. Ma la sposina l'ha da spuntar. V'è un nipotino guastamestieri, che tiene il vecchio sopra pensieri. La padroncina è tutto fuoco. Par che il marito lo conti poco. Zitti, prudenza, alcuno viene! Si starà bene, c'è da scialar. (Entrano le dottor e Ernesto.) DOTTOR MALATESTA Siamo intesi. ERNESTO Sta bene. Ora in giardino scendo a far la mia parte. DOTTOR MALATESTA Mentr'io fo qui la mia. Soprattutto che il vecchio non ti conosca! ERNESTO Non temere. DOTTOR MALATESTA Appena venir ci senti... ERNESTO Su il mantello e via. DOTTOR MALATESTA Ottimamente. ERNESTO A rivederci. (Ernesto esce) DOTTOR MALATESTA (fra sè) Questa repentina chiamata mi prova che il biglietto del convegno notturno ha fatto effetto. Eccolo! Com'è pallido e dimesso! Non sembra più lo stesso... Me ne fa male il core... Ricomponiamci un viso da dottore. ( a don Pasquale) Don Pasquale... DON PASQUALE Cognato, in me vedete un morto che cammina. DOTTOR MALATESTA Non mi fate languire a questo modo. DON PASQUALE Pensar che, per un misero puntiglio, mi son ridotto a questo! Mille Norine avessi date a Ernesto! DOTTOR MALATESTA Cosa buona a sapersi. Mi spiegherete alfin... DON PASQUALE Mezza l'entrata d'un anno in cuffie e nastri consumata! Ma questo e nulla. DOTTOR MALATESTA E poi? DON PASQUALE La signorina vuol andare a teatro; m'oppongo colle buone, non intende ragione, e son deriso. Comando... e colla man mi da sul viso. DOTTOR MALATESTA Uno schiaffo. DON PASQUALE Uno schiaffo, si, signore. DOTTOR MALATESTA (fra sè) Coraggio! (a don Pasquale) Voi mentite. Sofronia e donna tale, che non può, che non sa, ne vuol far male: pretesti, per cacciarla via di casa, fandonie che inventate. Mia sorella capace a voi di perdere il rispetto! DON PASQUALE La guancia è testimonio; il tutto e detto. DOTTOR MALATESTA Non è vero. DON PASQUALE È verissimo. DOTTOR MALATESTA Signore, gridar cotanto parmi inconvenienza. DON PASQUALE Ma se voi fate perder la pazienza! DOTTOR MALATESTA Parlate dunque. (fra sè) Faccia mia, coraggio. DON PASQUALE Lo schiaffo e nulla, v'è di peggio ancora Leggete. DOTTOR MALATESTA (legge) Io son di sasso. (fra sè) Secondiamo. (a don Pasquale) Ma come! Mia sorella... DON PASQUALE Sara buona per voi, per me no certo. DOTTOR MALATESTA Che sia colpevol son ancora incerto. DON PASQUALE Io son cosi sicuro del delitto, che v'ho fatto chiamare espressamente qual testimonio della mia vendetta. DOTTOR MALATESTA Va ben... ma riflettete... DON PASQUALE Ho tutto preveduto... ma aspettate. Sediamo. DOTTOR MALATESTA Sediam pure, ma parlate! DON PASQUALE Cheti, cheti immantinente nel giardino discendiamo; prendo meco la mia gente, il boschetto circondiamo e la coppia sciagurata, a un mio cenno imprigionata, senza perdere un momento conduciam dal podestà. DOTTOR MALATESTA Io direi... sentite un poco. Noi due soli andiam sul loco, nel boschetto ci appostiamo, ed a tempo ci mostriamo. E tra preghi, tra minaccie d'avvertir l'autorità, ci facciam dai due prometter che la cosa resti la. DON PASQUALE E siffatto scioglimento poca pena al tradimento. Vada fuor di casa mia, altri patti non vo' far. DOTTOR MALATESTA È un affare delicato; vuol ben esser ponderato. DON PASQUALE Ponderate, esaminate, ma in mia casa non la vo', no, no. DOTTOR MALATESTA Uno scandalo farete e vergogna poi ne avrete; non conviene, non sta bene; altro modo cercherò. DON PASQUALE Non sta bene, non conviene, ma lo schiaffo qui resto. DOTTOR MALATESTA L'ho trovata! DON PASQUALE Benedetto! Dite presto. DOTTOR MALATESTA Nel boschetto quatti, quatti ci appostiamo, di la tutto udir possiamo; s'è costante il tradimento, la cacciate su due pie'. DON PASQUALE Bravo, bravo, va benone. Son contento, son contento. Aspetta, aspetta, cara sposina, la mia vendetta già s'avvicina: già, già ti preme, già t'ha raggiunto, tutte in un punto l'hai da scontar. Vedrai se giovino raggiri e cabale, sorrisi teneri, sospiri e lagrime; la mia rivincita or voglio prendere; sei nella trappola, v'hai da restar. DOTTOR MALATESTA (fra sè) Il poverino sogna vendetta, non sa, il meschino, quel che l'aspetta; invano accumula, invan s'arrabbia, e chiuso in gabbia, non può scappar. Invano accumula progetti e calcoli, non sa che fabbrica castelli in aria: non vede, il semplice, che nella trappola da sé medesimo si va a gettar. Scena Seconda (giardino) ERNESTO Com'è gentil la notte a mezzo april! E azzurro i ciel, la luna e senza vel: tutt'è languor, pace, mistero, amor! Ben mio, perchè ancor non vien a me? Formano l'aure d'amore accenti! Del rio nel murmure sospiri senti; il tuo fedel si strugge di dolor. Nina crudel, mi vuoi veder morir! Poi quando sarò morto, piangerai, ma richiamarmi in vita non potrai. (entra Norina) ERNESTO, NORINA Tornami a dir che m'ami dimmi che mio/a tu sei; quando tuo ben mi chiami la vita addoppi in me. La voce tua si cara rinfranca il cuore oppresso. Sincuro/a a te dappresso, tremo lontan da te. DON PASQUALE Eccoli; attendi ben... DOTTOR MALATESTA Mi raccomando... (Ernesto s'occulta.) DON PASQUALE Alto la! NORINA Ladri, aiuto! DON PASQUALE Zitto! Ov'è il drudo? NORINA Chi? DON PASQUALE Colui che stava con voi qui amoreggiando. NORINA Signor mio, mi meraviglio, qui non v'era alcuno. DOTTOR MALATESTA (fra sè) Che faccia tosta! DON PASQUALE Che mentir sfacciato! Saprò ben io trovarlo. NORINA Vi ripeto che qui non v'era aldun, che voi sognate. DON PASQUALE A quest'ora in giardin che facevate? NORINA Stavo prendendo il fresco. DON PASQUALE Il fresco! Ah, donna indegna! Fuor di mia casa, o ch'io... NORINA Ehi, ehi, signor marito su che tuon la prendete? DON PASQUALE Uscite, e presto. NORINA Nemmen per sogno. È casa mia, vi resto. DON PASQUALE Corpo di mille bombe! DOTTOR MALATESTA Don Pasquale, lasciate fare a me; solo badate a non smentirmi; ho carta bianca... DON PASQUALE È inteso. NORINA (fra sè) Il bello adesso viene. DOTTOR MALATESTA (a Norina sottovoce) Stupor misto di sdegno. Attenta bene. (in alta voce) Sorella, udite, io parlo de vostro ben; vorrei risparmiarvi uno sfregio. NORINA A me uno sfregio! DOTTOR MALATESTA (sottovoce) Benissimo. (in alta voce) Domani in questa casa entra la nuova sposa. NORINA Un'altra donna! A me un'ingiuria! DOTTOR MALATESTA (sottovoce) Ecco il momento di montare in furia. NORINA Sposa di chi? DOTTOR MALATESTA D'Ernesto, la Norina. NORINA Quella vedova scaltra e civettina! DON PASQUALE Bravo dottore! DOTTOR MALATESTA (sottovoce) Siamo a cavallo. NORINA Colei qui a mio dispetto! Norina ed io sotto l'istesso tetto! Giammai! Parto piuttosto! DON PASQUALE Ah! lo volesse il ciel! NORINA Ma... piano un poco... Se queste nozze poi fossero un gioco! Vo' sincerarmi pria. DOTTOR MALATESTA È giusto. (a don Pasquale) Don Pasquale, non c'è via: qui bisogna sposar quei due davvero, se no, costei non va. DON PASQUALE Non mi par vero. DOTTOR MALATESTA (gridando dentro) Ehi! di casa, qualcuno. Ernesto... ERNESTO Eccomi. DOTTOR MALATESTA A voi accorda Don Pasquale la mano di Norina, e un annuo assegno di quattromila scudi. DON PASQUALE Ah! caro zio! E fia ver? DOTTOR MALATESTA (a don Pasquale) D'esitar non è più tempo, dite di si. NORINA M'oppongo. DON PASQUALE Ed io consento. (a Ernesto) Corri a prender Norina, recala e vi fo sposi sul momento. DOTTOR MALATESTA Senz'andar lungi la sposa e presta. DON PASQUALE Come? Spiegatevi... DOTTOR MALATESTA Norina è questa. DON PASQUALE Quella?... Norina... Che tradimento! Dunque Sofronia?... DOTTOR MALATESTA Dura in convento. DON PASQUALE E il matrimonio? DOTTOR MALATESTA Fu mio pensiero il modo a togliervi di farne un vero in nodo stringervi di nullo effetto. DON PASQUALE Ah, bricconissimi!... Vero non parmi! Ciel, ti ringrazio! Cosi ingannarmi! Meritereste... DOTTOR MALATESTA Via, siate buono. ERNESTO Deh! zio, movetevi! NORINA Grazia, perdono! DON PASQUALE Tutto dimentico, siate felici; com'io v'unisco, v'unisca il ciel! DOTTOR MALATESTA Bravo, bravo, Don Pasquale! La morale è molto bella. DOTTOR MALATESTA, ERNESTO La morale è molto bella, Don Pasqual l'applicherà; quella cara bricconcella lunga più di noi la sa. DON PASQUALE La morale è molto bella, Don Pasqual l'applicherà; sei pur fina, o bricconcella, m'hai servito come va. NORINA La moral di tutto questo ¿assai facil di trovarsi. Ve la dico presto, presto se vi piace d'ascoltar. Ben è scemo di cervello chi s'ammoglia in vecchia età; va a cercar col campanello noie e doglie in quantità. FINE DELL'OPERA
ACTO III
Escena Primera (La sala del acto segundo, remozada) CRIADOS, CAMARERAS ¡Los diamantes, rápido, rápido! La sombrerera. ¡Que pase! Al coche con todo esto. ¡El abanico, el velo, los guantes! Que los caballos estén listos dentro de un instante. DON PASQUALE ¡Qué mareo, qué aturdimiento! ¡Ésta es una casa de locos! Veamos: a la modista cien escudos. ¡Muchas gracias! Al carrocero seiscientos. ¡Poca cosa! Novecientos cincuenta al joyero. Por los caballos... ¡Al diablo los caballos, los mercaderes y el matrimonio! Por poco que esto continúe así, mi querido don Pasquale, nos veremos pronto en el asilo. ¿Qué querrán decir estas galas? ¿Salir sola a estas horas el primer día de la boda? Debo oponerme a toda costa e impedirlo. Pero... eso se dice fácil. Esta mujer tiene una mirada, unos aires de sultana... De cualquier modo probaré. Si fracaso... Hela aquí, veamos. (A Norina, que entra) ¿Señora, con tanta prisa, podría decirme a dónde va ? NORINA Está pronto dicho: al teatro, a divertirme. DON PASQUALE Pero el marido, con su permiso, podría ocurrir que no quisiese... NORINA El marido mira y calla, y cuando habla no se le escucha. DON PASQUALE No acabe con mi paciencia. Señora le aconsejo, vaya a su habitación de inmediato, se quedará en casa. NORINA Que esté callado y no haga escenas por mi parte le ruego. Vaya a la cama, duerma bien, y mañana hablaremos. DON PASQUALE No se sale. NORINA ¿De verdad? DON PASQUALE ¡Estoy cansado! NORINA ¡Y yo estoy harta! DON PASQUALE ¡Coqueta! NORINA ¡Impertinente! (le da una bofetada) ¡Toma, te la mereces! DON PASQUALE (para sí) Se acabó. Don Pasquale, no te rompas la cabeza. No te queda otra salida que arrojarte al río. NORINA (para sí) Es dura la lección, pero quería impresionarlo. Ahora, hay que asegurar el éxito del proyecto. (a don Pasquale) Me voy... DON PASQUALE ¡Márchese, pero no vuelva! NORINA Nos veremos mañana. DON PASQUALE ¡Cerrada la puerta hallará! NORINA Vamos, querido esposo, no te hagas el tirano, sé dulce y buenecito, piensa en tu edad. Ve a la cama, abuelito, que sea tranquilo tu sueño; a tiempo para despertarte tu esposa llegará. (Norina sale y deja caer un papel) DON PASQUALE ¡Divorcio! ¡Divorcio! ¡Qué cama, qué esposa! Peor negocio que éste no se ha visto. ¡Oh! ¡Pobre tonto! ¡conservar el sano juicio que con este martilleo milagro será! (coge el papel que Norina dejó caer) Será alguna factura de sombreros o encajes que la señora dejó aquí por casualidad. «Adorada Sofronia.» ¡Hey! ¡Hey! ¡Qué es esto!... «Entre las nueve y las diez de la noche estaré detrás del jardín, en la parte que mira hacia el norte. Para mayor precaución intenta, si puedes, hacerme entrar por la puerta secreta. Nos darán refugio seguro las sombras del bosquecillo. Olvidaba decirte que anunciaré mi llegada cantando. En tus manos quedo. Siempre tuyo. Adiós.» ¡Esto ya es demasiado; esa mujer quiere hacerme morir de rabia! ¡Ah, no puedo más, pierdo la cabeza! (a los criados, que entran) ¡Llamad a Malatesta! ¡Corred en busca del doctor, decidle que estoy mal, que venga en seguida! O reviento o acabo con todo esto. CRIADOS, CAMARERAS ¡Qué interminable ir y venir! No puedo descansar, estoy reventada. ¡Tin, tin, por aquí, ton, ton por allá! Nunca hay un momento te paz. Pero... es buena casa, puesta a lo grande. Se gasta y malgasta, se puede sisar. Terminada la cena hubo altercados. Pronto comienzan. Cuenten un poco. Dice el marido: «No se sale.» Dice la esposa: «Yo voy a salir.» El viejo resopla, empieza la pelea. Pero la mujercita la ha de ganar. Hay un sobrinito que todo lo enreda, que al viejo lo hace preocupar. La patroncita es toda fuego. Parece que hay marido para poco tiempo. ¡Chitón, prudencia, alguien se acerca! Estamos bien, se puede sisar. (Entran el doctor y Ernesto.) DOCTOR MALATESTA Estamos de acuerdo. ERNESTO Está bien. Ahora bajo al jardín y represento mi parte.. DOCTOR MALATESTA Mientras, yo representaré aquí la mía. ¡Sobre todo, que el viejo no te reconozca! ERNESTO No temas. DOCTOR MALATESTA Apenas nos oigas llegar... ERNESTO Tomo la capa y me voy. DOCTOR MALATESTA Perfectamente. ERNESTO Hasta la vista. (Ernesto sale) DOCTOR MALATESTA (para sí) Esta repentina llamada me demuestra que la nota de la cita nocturna ha hecho su efecto. ¡Aquí está! ¡Qué pálido y abatido! No parece más el mismo... Me duele verlo así... Pongamos cara de doctor. (Dirigiéndose a don Pasquale) Don Pasquale... DON PASQUALE Cuñado, ved en mí un muerto que camina. DOCTOR MALATESTA No me inquietéis así. DON PASQUALE ¡Y pensar que, por un mísero enfado, me veo reducido a este estado! ¡Mil Norinas le hubiera dado a Ernesto! DOCTOR MALATESTA Es bueno saberlo. Me explicaréis por fin... DON PASQUALE ¡La mitad de los ingresos de un año gastados en sombreros y cintas! Pero esto no es nada. DOCTOR MALATESTA ¿Hay más? DON PASQUALE La señorita quiere ir al teatro; me opongo por las buenas, no atiende a razones, se ríe. Ordeno... y me da una bofetón. DOCTOR MALATESTA ¡Un bofetón! DON PASQUALE Un bofetón, sí señor. DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Valor! (a don Pasquale) Vos mentís. Sofronia es una mujer que no puede, no sabe, ni quiere hacer daño, eso son pretextos para echarla de la casa, patrañas que inventáis. ¡Mi hermana, es incapaz de perderos el respeto! DON PASQUALE Mi mejilla es testigo... Ya está todo dicho. DOCTOR MALATESTA No es verdad. DON PASQUALE ¡Es totalmente cierto! DOCTOR MALATESTA Señor, gritar tanto me parece inconveniente. DON PASQUALE ¡Es que vos me hacéis perder la paciencia! DOCTOR MALATESTA Continuad, pues. (para sí) Valor, mantengamos el tipo. DON PASQUALE El bofetón no es nada, ahora viene lo peor. Leed. DOCTOR MALATESTA (lee) Estoy petrificado. (para sí) Sigámosle la corriente. (a don Pasquale) ¡Pero cómo! Mi hermana... DON PASQUALE Será buena para vos, para mí no, por cierto. DOCTOR MALATESTA De que sea culpable aún no estoy seguro. DON PASQUALE Yo estoy tan seguro del delito, que os he hecho llamar expresamente para que seáis testigo de mi venganza. DOCTOR MALATESTA Está bien... pero reflexionad... DON PASQUALE Lo he previsto todo... pero esperad. Sentémonos. DOCTOR MALATESTA Sentémonos ¡pero hablad! DON PASQUALE En silencio, inmediatamente bajaremos al jardín. Llevaré conmigo a los criados. Rodearemos el bosquecillo, y la pareja desdichada, a mi señal, será apresada. Luego, sin perder un momento, la conduciremos ante la justicia. DOCTOR MALATESTA A mí me parece... escuchad bien. Vayamos los dos solos, nos apostamos en el bosquecillo y en el momento oportuno apareceremos. Y entre ruegos y amenazas de avisar a la autoridad les haremos a los dos prometer que la cosa no pasará de ahí. DON PASQUALE Semejante desenlace es poco castigo para tal traición. Que se vaya fuera de mi casa, otra solución no voy a aceptar. DOCTOR MALATESTA Es un asunto delicado; hay que pensarlo bien. DON PASQUALE Ponderad, examinad, pero en mi casa no la quiero, no, no. DOCTOR MALATESTA Será un escándalo, del que después os avergonzaréis; no conviene, no está bien; otra salida buscaré. DON PASQUALE No está bien, no conviene, pero yo me quedo con el bofetón. DOCTOR MALATESTA ¡Ya lo encontré! DON PASQUALE ¡Bendito seáis! Decidlo pronto. DOCTOR MALATESTA En el bosquecillo muy quietos nos apostaremos, y así podremos oírlo todo. Si quedara probada la traición, la echaréis en el acto. DON PASQUALE ¡Bravo, bravo, perfectamente! Estoy contento, estoy contento. Espera, espera, querida mujercita, mi venganza ya se aproxima: ya te ha atrapado, ya te ha alcanzado, todas juntas me las vas a pagar. Verás de qué sirven intrigas y embrollos, tiernas sonrisas, suspiros y lágrimas; mi revancha quiero tomar; caíste en la trampa y en ella te quedarás. DOCTOR MALATESTA (para sí) El pobrecillo sueña con la venganza, no sabe, el infeliz, lo que le espera. En vano acumula, en vano rabia, está acorralado, no puede escapar. En vano acumula proyectos y cálculos, no sabe que levanta castillos en el aire. No ve, el muy simple, que en la trampa por sí solo va a caer. Escena Segunda (En el bosquecillo del jardín) ERNESTO ¡Qué noche gentil de mediados de abril! ¡Azul está el cielo, y la luna sin velo! ¡Todo es languidez, paz, misterio, amor! Ven mi bien, ¿por qué no llegas aún? ¡Susurra la brisa acentos de amor! En el murmullo del río oye los suspiros; tu fiel enamorado se consume de dolor. Niña cruel, ¡quieres verme morir! Cuando esté muerto, llorarás, pero ya a la vida volverme no podrás. (entra Norina) ERNESTO, NORINA Vuelve a decirme que me amas, dime que eres mío/a; cuando tú, bien mío, me llamas, se redobla en mí la vida. Tu voz tan querida alienta el corazón oprimido. Seguro/a a tu lado, tiemblo lejos de ti. DON PASQUALE Aquí están; atención... DOCTOR MALATESTA Cuidado... (Ernesto se separa de Norina y se oculta.) DON PASQUALE ¡Alto ahí! NORINA ¡Ladrones, socorro! DON PASQUALE ¡Silencio! ¿Dónde está vuestro amante? NORINA ¿Quién? DON PASQUALE ¡El que estaba aquí flirteando con vos! NORINA Señor mío, me admiro. ¡Aquí no había nadie! DOCTOR MALATESTA (para sí) ¡Qué caradura! DON PASQUALE ¡Qué descarada mentira! Yo lo sabré encontrar. NORINA Le repito que aquí no había nadie, Vos estáis soñando. DON PASQUALE ¿Qué hacíais en el jardín a estas horas? NORINA Estaba tomando el fresco. DON PASQUALE ¡El fresco! ¡Ah, mujer indigna! Fuera de mi casa, o... NORINA ¡Hey, hey, señor marido! ¿Qué tono es éste? DON PASQUALE ¡Sal, y aprisa! NORINA Ni en sueños ¡Ésta es mi casa y aquí me quedo! DON PASQUALE ¡Por mil bombas! DOCTOR MALATESTA Don Pasquale, dejadme hacer a mí; procurad tan sólo no contradecirme. ¿Tengo carta blanca?... DON PASQUALE De acuerdo. NORINA (para sí) Ahora viene lo bueno. DOCTOR MALATESTA (a Norina en voz baja) Estupor mezclado con indignación. Muy atenta... (en voz alta) ¡Hermana, escucha, hablo por tu bien! Quisiera ahorrarte un disgusto. NORINA ¿A mí, un disgusto? DOCTOR MALATESTA (en voz baja) Perfectamente. (en voz alta) Mañana en esta casa entrará la nueva esposa. NORINA ¡Otra mujer! ¿A mí tal ofensa? DOCTOR MALATESTA (en voz baja) Ha llegado el momento de montar en cólera. NORINA ¿Esposa de quién? DOCTOR MALATESTA De Ernesto, Norina. NORINA ¿Esa viuda taimada y coqueta? DON PASQUALE ¡Bravo, doctor! DOCTOR MALATESTA (en voz baja) Estamos salvados. NORINA ¿Ésa aquí, contra mi voluntad? ¿Norina y yo bajo el mismo techo? ¡Jamás! ¡Antes me voy! DON PASQUALE ¡Ah, así lo quiera el cielo! NORINA Pero... un momento... ¿Y si esas bodas fueran un ardid? Antes quiero asegurarme. DOCTOR MALATESTA Es justo. (a don Pasquale) Don Pasquale, no hay otra salida: o casamos de verdad a esos dos, o esta mujer no se va. DON PASQUALE Me parece imposible. DOCTOR MALATESTA (gritando hacia la casa) ¡Ah de la casa!... ¿Hay alguien ahí?... ¡Ernesto!... ERNESTO ¡Estoy aquí! DOCTOR MALATESTA Don Pasquale te concede la mano de Norina, y una asignación anual de cuatro mil escudos. DON PASQUALE ¡Ah, querido tío! ¿Es cierto? DOCTOR MALATESTA (a don Pasquale) No es momento de dudar, diga que sí. NORINA ¡Me opongo! DON PASQUALE ¡Y yo apruebo! (a Ernesto) Corre a buscar a Norina, tráela y os casaré al momento. DOCTOR MALATESTA Sin ir más lejos, la esposa ya está dispuesta. DON PASQUALE ¿Cómo? Explicaos... DOCTOR MALATESTA Ésta es Norina. DON PASQUALE ¿Esa?... ¿Norina?... ¡Traición!... ¿Entonces, Sofronia...? DOCTOR MALATESTA Sigue en el convento. DON PASQUALE ¿Y el matrimonio? DOCTOR MALATESTA Fue idea mía simular el vínculo, y así evitar que vos realizarais uno auténtico. DON PASQUALE ¡Ah, bribones! ¡Me parece imposible! ¡Señor, te doy gracias! ¡Engañarme de ese modo! Merecen... DOCTOR MALATESTA Vamos, sed bueno. ERNESTO ¡Tío, perdónenos! NORINA ¡Gracia, perdón! DON PASQUALE Todo lo olvido, sed felices. ¡Como yo os uno así os una el cielo! DOCTOR MALATESTA ¡Bravo, bravo, don Pasquale! La moraleja es muy buena. DOCTOR MALATESTA, ERNESTO La moraleja es muy buena. Don Pasquale la aprenderá y a la querida bribonzuela nunca más olvidará. DON PASQUALE La moraleja es muy buena y don Pasquale la aprenderá. Qué astuta eres, bribonzuela, me has dado una lección. NORINA La moraleja de todo esto es muy fácil de encontrar. Se las digo en un momento si les place escucharla. Está bien flojo de juicio el que se casa de viejo, va a buscar a propósito disgustos y fastidios en cantidad. FIN DE LA ÓPERA
Agradecimiento
Agradecemos especialmente la gentileza de los sitios web: Intermezzo, de Rafael Torregrosa Sánchez; y Kareol, de Eduardo Almagro López, por permitirnos utilizar parte de sus contenidos.